Plasma: «Essere perdigiorno è quasi una scelta, oggi accetto tutte le mie fragilità»

È uscito “PERDIGIORNO” il suo nuovo EP: un progetto che raccoglie sette brani e segna un passaggio importante nel suo percorso artistico.

C’è chi usa la musica per raccontarsi e chi, come Plasma, la trasforma in un vero e proprio spazio di libertà. Giovane cantautore genovese classe 2001, nome d’arte di Antonio Silvestri, Plasma è tra i volti più interessanti usciti dall’ultima edizione di Amici, dove ha conquistato il pubblico con una scrittura intima e diretta, capace di mescolare rap e cantautorato.

Venerdì 8 maggio è uscito “PERDIGIORNO” (Columbia Records/Sony Music), il suo nuovo EP: un progetto che raccoglie sette brani e segna un passaggio importante nel suo percorso artistico. All’interno anche i pezzi presentati nel talent — “Perdigiorno”, “Perdere Te” e “Segreto” — insieme al nuovo singolo “Colore”. Un lavoro autentico, che riflette le tante sfaccettature della sua personalità e il forte legame con Genova, città che resta al centro del suo immaginario.

Ad accompagnare l’uscita, il PERDIGIORNO – INSTORE TOUR, in partenza da Milano il 7 maggio, che porterà Plasma a incontrare i fan e condividere da vicino questo nuovo capitolo musicale. Al via da giovedì 07 maggio – MILANO – Location Segreta (maggiori dettagli verranno comunicati in seguito) 09 maggio – EBOLI (SA) – CC Le Bolle, via Serracapilli – ore 17:00 10 maggio – ROMA – CC Casilino, via Casilina, 1011 – ore 17:00 14 maggio – GENOVA – Waterfront Mall, P.le John Fitzgerald Kennedy, 1 – ore 18:00

In questa intervista ci racconta cosa significa davvero essere “PERDIGIORNO” oggi, il rapporto con la sua città e quanto l’esperienza ad Amici abbia cambiato il suo modo di vivere e scrivere la musica.

“PERDIGIORNO” segna un nuovo capitolo della tua carriera cosa rappresenta per te questo EP oggi?

“PERDIGIORNO” è un momento fondamentale per me: dentro ci sono canzoni nate in periodi diversi, alcune scritte anche durante Amici, e raccontano tutte le mie sfaccettature. È un progetto totalmente mio, dalle grafiche ai testi, fino alle foto scattate nei luoghi in cui vivo ogni giorno. Mi sono messo a nudo, cercando più la verità che la perfezione.

Il filo conduttore è proprio il concetto di “perdigiorno” una figura che rappresenta la mia generazione, spesso schiacciata da aspettative e modelli da seguire. Per me oggi essere “perdigiorno” può diventare anche una scelta, quasi un atto di libertà fare qualcosa, come la musica, per amore puro e non per forza per arrivare a uno status o a un risultato.

Nei brani si sente molto la tua Genova: quanto ha influenzato la tua città in questo progetto?

Genova per me è il denominatore di tutto.Io sono nato qui, nel centro storico, dove ho sempre girato da ragazzino, dove ci sono tantissime culture mischiate, tantissimi stimoli di ogni tipo, è una città che se sei un po’ recettivo e sensibile ti può dare tantissimo, veramente, dal punto di vista di sensibilità proprio per diventare anche un cantautore e una città che ti riconosce anche in questo. Sono molto contento di condividerla con altri ragazzi che avvertono le cose mie e le scrivono in modo loro sia rap cantautorato, con una generazione molto viva. Per me Genova è mamma me ne vado ma poi torno sempre.  

Dopo l’esperienza ad Amici, cosa senti di aver portato dentro questo EP, sia artisticamente che umanamente?

Prima la mia musica è sempre venuta da un lato un po’ nascosto di me, un lato un po’ più intimo di me, solo che prima c’era un po’ una guerra con questo lato qui, mentre adesso c’è molta più accettazione della mia parte più fragile, della mia parte più emotiva, ma non solo nella musica, anche nella vita. Perché comunque quel percorso di linea ha dato la possibilità di conoscermi a 360 gradi e soprattutto di accettarmi e questa cosa qui si riveste nella mia musica in una maniera che mi piace molto, perché ora mi osservo più come un esploratore e non come un giudice e questa cosa qui è la vera e vera traguarda, chissà quante altre ce ne saranno.

La tua scrittura è molto diretta e personale quanto è importante per te trasformare le esperienze vissute in musica?

Tutta la mia vita, non potrei esistere senza questa cosa.

A tutti i nostri ospiti a fine intervista chiediamo se c’è un posto del cuore nel Salento?

Non ho un posto del cuore, spero di scoprirlo quanto prima non vedo l’ora.

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