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COSA RESTA 🏆 Trionfo

Cosa Resta, Lecce-Bologna

Una domenica segnata dalla maledizione dell'Orso, da un ripensamento di coscienza e da un gioco che no, non può andare avanti senza copertura

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Cosa Resta, Lecce-Bologna

L’attesa aumenta il desiderio. Le aspettative rovinano l’esperienza. La pioggia è uno stato d’animo.

Questi luoghi comuni, e qualcos’altro, restano dopo 21 trepidanti giorni + Lecce-Bologna.

La maledizione dell’Orso

Riccardo Orsolini, probabilmente, è uno di quei campioni romantici di provincia che tra qualche anno racconteremo con una lacrimuccia.

Con nostalgia forse, ma anche con un pò di dolore visto che quando incontra il Lecce si trasforma in CR7 prime.

Siamo a 8 gol in 9 partite contro i giallorossi, neanche fosse nato a Bari e la vivesse come un derby infuocato.

Probabilmente non lo fa nemmeno apposta, non ha una motivazione particolare, è solo che il suo talento trova nella porta di Falcone un mirino prelibato.

Se poi lo si lascia tutto solo, libero, sul secondo palo, l’occasione per la conferma è fin troppo ghiotta.

È una sentenza, la maledizione dell’Orso.

Rigore, anzi no

Capita a tutti. La vita è piena di turning point in cui cambiare idea si è rivelata la scelta vincente.

Figuriamoci in quella del povero Pairetto, che per fede e passione ha scelto di decidere sul campo per sé e per gli altri.

Vedere una cosa, e poi un attimo dopo realizzarne tutt’altra.

Come al 48’, quando un rigore assegnato diventa una punizione contro.

“Una situazione mai vista prima”, dice il Presidente. Eureka, direbbe Archimede. Kitamm*rtu, pensa un tifoso giallorosso.

Sta di fatto che le cose sono andate esattamente in questo modo.

E senza che nessun altro, Var o meno, sia intervenuto a rimediare o contestare.

Semplicemente, un ripensamento di coscienza.

Rigore, anzi no.

Senza copertura

 Nel clou dei lavori più attesi di sempre al Via Del Mare, una domenica del genere si piazza a metà tra la beffa e la rivelazione.

La beffa, perché con la famosa copertura work in progress l’esperienza del match sarebbe stata sicuramente meno inzuppata.

La rivelazione, perché è servita a capire che ogni disagio o attesa sarà ripagato dall’asciutto risultato finale.

Il peggio è che scoperto ci è rimasto anche il Lecce in campo, incapace di far fronte con diligenza ed attenzione agli inserimenti degli avanti bolognesi.

E così non si va molto lontano, soprattutto quando poi a segnare si fa una fatica immane.

Urge affrettare i tempi.

Che i teli siano collocati. Che i tiranti bullonati. Che i difensori (specie quelli esterni) siano registrati a dovere.

Non si può continuare a giocare così.

Senza copertura.

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Piero Belcuore
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