Cosa Resta, Bologna-Lecce

Quando si è causa del proprio mal, una sconfitta brutta e senz’anima è il massimo che possa raccogliere un Lecce che rimane così, appeso ad un…filotto
Bologna’s NicolÚ Cambiaghi (R) and Lecce’s Danilo Veiga in action during the Italian Serie A soccer match Bologna FC vs US Lecce at Renato Dall’Ara stadium in Bologna, Italy, 12 April 2026. ANSA /SERENA CAMPANINI

Dopo una partita così resta poco, davvero poco.

Se non l’assurdo, irrazionale e folle, sentimento di utopia che lega da sempre chi tifa questa squadra. Crederci oggi, come ci si credeva ad agosto.

Questo, e qualcos’altro, restano di Bologna-Lecce.

Chi è causa del suo mal

La situazione, di per sé, rosea non è.

Andare a Bologna dopo la sconfitta contro l’Atalanta non era il massimo per provare a rialzare la testa.

Ma è la Seria A, guys, e finché c’è va giocata in ogni partita.

I limiti ci sono, e sono gli stessi da Agosto, e se vogliamo non sono nemmeno quelli il problema.

Lo è invece la capacità di evidenziarli con errori marchiani, banali, imbarazzanti, per favorire i gol degli avversari.

Così diventa complicato, perché non ci si dà nemmeno la chance di provarci.

Ma tant’è, chi è causa del suo mal pianga sé stesso.

Brutta e senz’anima

Più dei numeri, impietosi, delle 4 sconfitte consecutive, spicca un spia ancora più grave nel motore di questo Lecce.

Un motore che fin qui, nei suoi alti e bassi, era sempre stato affidabile sul piano del temperamento, della voglia e dell’attenzione dei suoi elementi.

E che ora, specie nelle ultime 2, sembra aver mollato anche su quel piano.

Perché una sconfitta a Bologna può anche starci, per carità, così come sulla carta e da pronostico ci stavano tutte e 3 le precedenti.

Ma non così, non senza nemmeno dare la convinzione di crederci un minimo.

Non questa, inguardabile, sconfitta brutta e senz’anima.

Appesi ad un filotto

Fiorentina, Verona, Pisa.

Un treno, quello per la salvezza, che passa ora così, veloce, velocissimo, davanti ad un Lecce che appare inchiodato.

Un’occasione, l’ultima, di continuare a sognare qualcosa che a tratti è sembrato perfino realizzabile.

Si parte da lì, da dove si è sempre stati, da primi dei retrocessi secondo tutto e tutti.

Eppure nulla è ancora scritto, e tutto ancora passa dal cuore di questa squadra.

Testa, voglia, determinazione.

Nulla è perduto.

Appesi ad un filotto.

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