Presentata a Bari l’iniziativa dedicata all’educazione affettiva ed emotiva,coinvolte le Università di Bari, Foggia e del Salento, con laboratori, teatro antidiscriminatorio e cineforum per promuovere relazioni sane, rispetto e parità. Le attività proseguiranno tra l’autunno 2026 e l’inizio del 2027, educare al rispetto, imparare a riconoscere le emozioni e costruire relazioni libere da violenza e discriminazioni. È questo l’obiettivo di “Scuola d’Amore“, educazione all’affettività e all’emotività”, il progetto presentato a Bari e promosso dall’assessorato regionale al Welfare nell’ambito delle politiche di prevenzione della violenza di genere e di contrasto all’omolesbobitransfobia.

L’iniziativa raccoglie l’eredità ideale del compianto consigliere regionale Donato Metallo, che aveva individuato nell’educazione all’affettività uno strumento fondamentale per promuovere relazioni consapevoli e contrastare stereotipi e discriminazioni. Un’intuizione che ora si traduce in un programma strutturato, nel quale università, associazioni, istituzioni e linguaggi artistici collaborano per affrontare temi centrali nella vita quotidiana delle persone. Il progetto è previsto dall’articolo 86 della legge regionale 31 dicembre 2024, n. 42, e coinvolge l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, l’Università di Foggia e l’Università del Salento, con il contributo organizzativo e culturale di Puglia Culture e la collaborazione delle istituzioni locali.
Il percorso promosso dalle Università di Bari e Foggia si rivolge principalmente agli enti del Terzo settore impegnati nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere. Particolare attenzione sarà dedicata ai centri antiviolenza, ai centri di ascolto e ai servizi rivolti agli uomini autori di violenza. Le attività comprenderanno laboratori dedicati all’immaginazione sui corpi e alla scrittura d’esperienza, insieme a una rassegna di teatro antidiscriminatorio. Attraverso il confronto e la sperimentazione scenica, i partecipanti saranno accompagnati in una riflessione sugli stereotipi, sul rapporto tra corpo, identità e società e sui meccanismi che alimentano esclusione e discriminazione. Il teatro diventa così uno strumento di sensibilizzazione e partecipazione, capace di aprire spazi di dialogo su questioni spesso difficili da affrontare e di favorire una maggiore consapevolezza individuale e collettiva.

Un percorso specifico sarà realizzato dall’Università del Salento, con particolare attenzione alle scuole secondarie di secondo grado di Lecce e provincia. Il progetto prevede un cineforum che utilizzerà il cinema come occasione di approfondimento e confronto. Le proiezioni saranno accompagnate da introduzioni e momenti di discussione con esperte ed esperti, per coinvolgere le comunità studentesche su temi come l’educazione affettiva ed emotiva, la parità di genere, la decostruzione degli stereotipi, il linguaggio inclusivo e la gestione non violenta dei conflitti. L’obiettivo è offrire alle ragazze e ai ragazzi strumenti per riconoscere le dinamiche relazionali, sviluppare capacità di ascolto e imparare a vivere le differenze come una ricchezza, anziché come un motivo di esclusione. La collaborazione tra i tre atenei consentirà di raggiungere pubblici differenti: dagli operatori e dalle operatrici dei servizi territoriali agli studenti, fino alla cittadinanza coinvolta nelle iniziative culturali aperte al pubblico.
Le attività si svolgeranno tra l’autunno 2026 e l’inizio del 2027 e interesseranno Bari, Taranto, Foggia, Mola di Bari, Manfredonia, Lecce e Calimera. Il calendario sarà articolato in base ai diversi percorsi e ai destinatari coinvolti. Le iniziative teatrali aperte alla cittadinanza saranno gratuite, fino a esaurimento dei posti disponibili. Un’opportunità per ampliare la partecipazione e portare la riflessione sull’affettività e sul rispetto anche al di fuori dei contesti scolastici e professionali.




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