Marco Ligabue sarà protagonista mercoledì 9 settembre, alle 21.30, in Piazza Martini a Sanarica (Lecce), nell’ambito del Lacciu Music Festival e dei festeggiamenti per la Madonna delle Grazie. Un appuntamento che porterà nel cuore del Salento la musica e le atmosfere del suo nuovo progetto discografico, M.A.P.S. – Manuale Alternativo Per Sentire, pubblicato nel novembre 2025.

Un album che già dal titolo racchiude una precisa idea di viaggio: una mappa diversa, personale, attraverso emozioni, esperienze, luoghi e persone. Un percorso che Marco Ligabue porta ora sui palchi italiani, incontrando un pubblico con il quale, soprattutto in Puglia, racconta di aver costruito negli anni un rapporto fatto di affetto, partecipazione e condivisione. E proprio la dimensione delle piazze sembra essere particolarmente congeniale al cantautore: luoghi nei quali la musica si intreccia con la vita dei paesi, con le feste e con la voglia delle persone di ritrovarsi insieme. Sanarica sarà dunque una nuova tappa di questo viaggio, con un concerto che non sarà dedicato soltanto alle canzoni di M.A.P.S., ma ripercorrerà anche parte del cammino musicale di Ligabue. Nell’intervista Marco Ligabue racconta il suo rapporto con il Salento e con il pubblico pugliese, il significato del nuovo album, le emozioni racchiuse nelle sue canzoni e quella particolare capacità della musica di creare, concerto dopo concerto, una vera comunità.
Mercoledì 9 settembre sarai a Sanarica, in Piazza Martini, per il Lacciu Music Festival, nell’ambito dei festeggiamenti per la Madonna delle Grazie. Che emozione ti dà portare il tuo nuovo album M.A.P.S. in una piazza del Salento e cosa ti aspetti dalla serata?
Sono molto contento perché suonare nelle piazze ha sempre qualcosa di speciale. Non sei in un teatro dove la gente arriva esclusivamente per il concerto: sei dentro una festa, dentro un paese, dentro la vita delle persone. E poi il Salento ha un’energia tutta sua. Quando suoni da queste parti sai già che sul palco arriverà qualcosa: entusiasmo, calore, voglia di stare insieme. Porteremo M.A.P.S. il mio ultimo album, ma non sarà una serata solo di canzoni nuove. Ci sarà un viaggio dentro quello che ho fatto in questi anni, con tanta voglia di cantare insieme al pubblico. E poi, diciamolo, dopo aver suonato in giro per l’Italia, un po’ di Salento ci voleva proprio!
Hai già avuto modo di conoscere il pubblico pugliese: che rapporto hai costruito nel tempo con la Puglia e con il suo pubblico? C’è un ricordo, un concerto o un’emozione vissuta qui che porti particolarmente nel cuore?
Con la Puglia ho sempre avuto un rapporto molto bello. È una terra che ti accoglie senza troppi giri di parole: ti fa sentire a casa. Ogni volta che torno trovo persone che magari mi seguono da anni e che ritrovo puntualmente sotto il palco. E questa è una delle cose più belle del mio lavoro: accorgerti che, concerto dopo concerto, si crea una piccola comunità intorno alle canzoni.
Più che un singolo ricordo, mi porto dietro proprio questa sensazione. Quella di arrivare in Puglia e sapere che troverai qualcuno che conosce le tue canzoni e ha voglia di cantarle con te. E non è affatto scontato.
“M.A.P.S. – Manuale Alternativo Per Sentire” è un titolo che sembra quasi un invito a cambiare prospettiva e a riscoprire il modo in cui ascoltiamo ciò che ci circonda. Cosa ti ha portato a raccontarti attraverso queste nuove canzoni?
Credo che a un certo punto della vita venga voglia di rallentare un po’ e di ascoltare meglio quello che ti succede. M.A.P.S. nasce anche da questo. Dal bisogno di guardare le cose con più attenzione, fuori ma anche dentro di noi. Il titolo mi piace perché una mappa serve per capire dove andare. La mia, invece, è un po’ alternativa: non ti dice necessariamente dove devi arrivare, ma magari ti aiuta a capire meglio da dove arrivi. E dentro queste canzoni ci sono proprio i miei percorsi: persone, luoghi, ricordi, emozioni, cose che ho vissuto e altre che sto ancora cercando di capire.
In M.A.P.S. c’è anche la voglia di parlare di emozioni, di esperienze e di un modo diverso di “sentire” il mondo. Quanto c’è di autobiografico in questo disco e qual è la canzone che oggi senti più vicina al Marco Ligabue di questo momento?
C’è parecchio di me. Non è un disco autobiografico nel senso classico del termine, però dentro ci sono sicuramente il Marco di oggi, le cose che ho vissuto, quelle che mi hanno fatto sorridere e anche quelle che mi hanno fatto pensare. In questo momento sento molto vicina “L’ultima notte”. Forse perché parla proprio della consapevolezza di quanto sia importante vivere le cose fino in fondo, senza dare troppo per scontato il tempo che abbiamo. Poi, per fortuna, le canzoni cambiano insieme a noi. Magari tra qualche mese ti dirò che quella che sento più vicina è un’altra.
A tutti i nostri ospiti a fine intervista chiediamo sempre se c’è un posto del cuore nel Salento?
Questa è una domanda pericolosa, perché in Salento rischi di fare un torto a qualcuno qualsiasi cosa tu dica! Sicuramente ci sono posti che mi sono rimasti dentro, ma più che un luogo preciso direi che mi porto dietro l’atmosfera. Il mare, le piazze, i piccoli paesi, il cibo, il vino… e soprattutto la gente. Dovendo però fare un nome, dico Noha. Ci ho suonato qualche anno fa: una serata meravigliosa con una magia particolare.
Poi magari, dopo il 9 settembre, dovrò aggiungere Sanarica. Vediamo se il Lacciu Music Festival riesce a conquistarsi un posto nella mia personale mappa del cuore!




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