“MADRE” è un brano che intreccia le sonorità urban contemporanee con gli elementi ritmici e le suggestioni della tradizione musicale salentina, richiamando l’energia viscerale della pizzica e dei tamburi. Un incontro tra passato e presente, in cui le radici territoriali diventano parte integrante di un linguaggio musicale attuale, identitario e riconoscibile.
A questa ricerca sonora si affianca una dimensione narrativa e sociale: il brano affronta tematiche di forte rilevanza, come la violenza sulle donne, utilizzando la musica come strumento di sensibilizzazione e riflessione. La forza ritmica della tradizione incontra così un messaggio contemporaneo, dando vita a un progetto che unisce identità culturale, espressione artistica e impegno sociale.
A proposito del singolo l’artista ha dichiarato: “MADRE parla di una tematica che purtroppo conosciamo fin troppo bene, ma alla quale non dovremmo mai abituarci. Non volevo fare una canzone che raccontasse la violenza in maniera didascalica, volevo immaginare Maria, pensare a quanto è assurdo che una donna possa perdere la vita per mano di qualcuno che diceva di amarla.”
Nel brano, emergono il tamburo e il ballo che richiamano le radici, la tradizione e l’identità salentina di Welo. Elementi che qui assumono un significato ulteriore, trasformandosi in un gesto di resistenza, un modo per reagire a un dolore troppo grande per essere accolto nel silenzio e nell’immobilità.
“Nel pezzo ci sono il tamburo e il ballo, che mi porto dentro da sempre e che fanno parte delle mie radici, del mio Salento. Ma qui diventano anche un modo per reagire a qualcosa che fa troppo male per restare fermi. Mi piaceva l’immagine di Maria che torna a ballare, non perché il dolore scompaia, ma perché non può essere l’unica cosa che resta di lei. Quel tamburo vorrei che suonasse anche per chi non ha più voce, per tutte le donne che hanno il diritto di vivere, scegliere ed essere libere, senza dover avere paura. Una canzone non può cambiare le cose, ma so che certe storie non possono diventare soltanto un’altra notizia che dopo qualche giorno dimentichiamo.” – continua l’artista.
Questo brano, da solo non cambierà la realtà, ma può contribuire a suscitare domande, a mantenere viva la memoria di ogni donna vittima di violenza e a ribadire, con forza, il diritto di tutte a vivere libere dalla paura, a essere padrone delle proprie scelte e a costruire il proprio futuro senza costrizioni, minacce o violenza.





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