Dalla processione alla consegna delle chiavi della città, dalle bande musicali alla suggestiva Notte del Bolero la festa patronale di San Sebastiano Martire ottiene il riconoscimento regionale e viene iscritta nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale pugliese. Un riconoscimento che valorizza la storia, la fede e l’identità di un’intera comunità. La Festa patronale di San Sebastiano Martire di Racale entra ufficialmente nell’Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale della Puglia, nella sottosezione dedicata alle «Feste Patronali».

L’inserimento è stato approvato dalla Regione Puglia con la determinazione n. 421 del 27 ottobre 2026, accogliendo la candidatura presentata dalla Parrocchia San Giorgio Martire. Un risultato che appartiene a tutta Racale e che premia una tradizione capace di attraversare le generazioni, mantenendo vivo il legame tra la comunità e il suo Santo patrono. La festa rientra nel settore delle «consuetudini sociali, eventi rituali e festivi», secondo la definizione contenuta nell’articolo 2 della Convenzione UNESCO del 2003 per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Non si tratta soltanto di una ricorrenza religiosa, ma di un insieme di riti, appuntamenti e consuetudini che raccontano l’identità del paese.
La celebrazione è preceduta dall’ottavario di preghiera, che coinvolge le associazioni ecclesiali cittadine. La festa si svolge solitamente nel primo fine settimana di giugno, con appuntamenti che proseguono anche nella giornata di lunedì. Il sabato pomeriggio, nella piazza intitolata a San Sebastiano, viene celebrata la Santa Messa in onore del patrono. Da qui prende il via la tradizionale processione, che attraversa le strade di Racale, decorate con fiori, festoni e lumicini. Alla celebrazione partecipano le istituzioni e le congregazioni cittadine, mentre la statua del Santo viene portata a spalla dai componenti del Comitato Festa, guidato da Roberto Russo, presidente con delega da vent’anni. Uno dei momenti più significativi arriva al rientro della processione in piazza, quando si accendono le luminarie e il sindaco consegna simbolicamente le chiavi della città a San Sebastiano. Un gesto che rinnova l’affidamento di Racale alla protezione del suo patrono.
La festa patronale è anche un appuntamento profondamente legato alla tradizione bandistica. Dal sabato al lunedì, le mattinate sono animate dai matinée delle bande marcianti e dalle esibizioni sulla cassa armonica. Nelle prime due serate si alternano complessi provenienti da diverse città, trasformando il centro cittadino in un grande spazio di musica e partecipazione. Ma c’è un momento che i racalini attendono con particolare emozione: l’esecuzione del celebre Bolero di Maurice Ravel. A interpretarlo è il Gran Concerto Bandistico Città di Racale – Pompilio Librando, che conclude così le esibizioni della domenica sera. La serata segue un rituale ormai consolidato. Intorno alla mezzanotte, le esibizioni si interrompono e la banda, accompagnata da un corteo di cittadini, raggiunge il luogo dello spettacolo pirotecnico. Terminati i fuochi d’artificio, tutti tornano in piazza per la seconda parte del programma musicale. È a tarda notte, spesso intorno alle tre, con la piazza ancora gremita di persone di ogni età, che le note del Bolero iniziano a diffondersi tra la folla. Un appuntamento diventato così atteso da dare il nome all’intera domenica sera la Notte del Bolero, ormai uno dei simboli più riconoscibili della festa racalina.

Accanto alla dimensione religiosa e musicale, la festa custodisce anche tradizioni gastronomiche e popolari. Tra queste spicca lo spumone San Sebastiano, preparato artigianalmente dalle pasticcerie del paese e diventato un’immancabile specialità della ricorrenza. La domenica e il lunedì mattina si svolge inoltre la tradizionale fiera mercatale, mentre il lunedì sera, ultima giornata dei festeggiamenti, è dedicato agli spettacoli musicali con ospiti del panorama nazionale e locale, capaci di coinvolgere pubblici di età e gusti differenti.
L’iscrizione nell’Inventario regionale rappresenta un riconoscimento per tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno contribuito a mantenere viva questa tradizione il Comitato Festa, le associazioni, le istituzioni, i musicisti, le maestranze, i volontari e l’intera comunità. Un ringraziamento particolare va anche alle persone che hanno curato la candidatura, raccogliendo la documentazione storica e predisponendo la richiesta che ha permesso di valorizzare ufficialmente la festa. La Festa di San Sebastiano non è soltanto un appuntamento sul calendario: è memoria condivisa, devozione, musica, partecipazione e senso di appartenenza. Un patrimonio che Racale potrà continuare a custodire e trasmettere alle nuove generazioni, affinché anche chi verrà dopo possa conoscerlo, viverlo e sentirlo proprio.




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