Diritti tv, il Lecce incassa 32,2 milioni dalla scorsa stagione in Serie A

Diritti televisivi telecamera stadio Tv Rights Television Milano 1-03-2015 Stadio Giuseppe Meazza – Football Calcio Serie A Inter – Fiorentina. Foto Giuseppe Celeste / Insidefoto

A poco più di tre settimane dal via alla nuova stagione di Serie A, arrivano i dati ufficiali sugli introiti dai diritti televisivi della passata annata. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’U.S. Lecce ha incassato 32,2 milioni di euro dai diritti TV relativi al campionato 2023/2024, piazzandosi al 14° posto tra le venti squadre partecipanti.

Un dato importante per le casse del club salentino, che si colloca in questa speciale graduatoria dietro al Como e davanti al Verona. In cima alla classifica dei ricavi figura l’Inter con 81,9 milioni, seguita dal Napoli con 68,4 milioni e da Juventus e Milan, appaiate a quota 67,4 milioni.

Come funziona la ripartizione?

La distribuzione dei proventi televisivi segue i criteri stabiliti dalla Legge Melandri del 2008. Dal totale degli introiti lordi vengono prima detratte alcune voci: il contributo ad Agcom, il fondo mutualità per le serie minori e il “paracadute” per le retrocesse. La cifra netta distribuibile ai club nella stagione 2023/2024 è stata pari a 898 milioni di euro, in calo rispetto ai 1.072 milioni della stagione precedente.

La torta è suddivisa in base a tre macro-criteri:

50% in parti uguali tra tutti i club

28% legato ai risultati sportivi, di cui:

14% basato sull’ultima classifica e sui punti conquistati, 9,33% sui risultati delle ultime cinque stagioni, 4,67% sulla storia del club (dal 1946-47 in poi) 22% per il radicamento sociale, ovvero: 12,54% spettatori paganti (SIAE), 8,36% audience televisiva, 1,1% minutaggio dei giovani calciatori.

Da segnalare che il 2023/24 è stato l’ultimo anno del vecchio ciclo di commercializzazione dei diritti TV. Il nuovo ciclo partirà dalla stagione 2024/25, ma con incassi in leggero calo: Dazn e Sky verseranno complessivamente 900 milioni a stagione fino al 2029 (contro i 927,5 della media nel triennio precedente), mentre dall’estero arriveranno 240 milioni (erano 250).

Per una società come il Lecce, il tesoretto da 32,2 milioni rappresenta una fonte essenziale di sostentamento, utile per consolidare il bilancio, investire in infrastrutture e rafforzare la rosa in vista di una nuova stagione che si preannuncia altrettanto competitiva. Un risultato che premia il lavoro del club, sia in campo che fuori, e che conferma la crescente rilevanza del Lecce nel panorama della Serie A.

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