Aspettarsi qualcosa di diverso era complicato. Però non di sola ragione vive l’uomo, e fino al fischio d’inizio qualcuno di aveva sperato. Poi è finita lì.
Questo, e qualcos’altro, restano di Milan-Lecce
Il solito sesso
L’approccio è sempre il solito, quello di chi parte con la paura di essere travolto dalla Milano da bere.
Timore reverenziale, ritmi bassi, errori dei singoli ma soprattutto di squadra.
La partita messa sempre sul piano dei più forti, dove la tecnica fa la differenza e dove non c’è modo di sopperire.
L’assunto che non ci fosse storia diventa un alibi preconfezionato.
La sensazione che ci sia qualcosa di intentato rimane sempre, soprattutto alla luce di quanto questa serie A sta regalando.
Ma a San Siro, da anni, attendersi qualcosa di diverso è utopia.
Posso rivederti già stasera, ma è ancora il solito sesso.

Si può osare di più?
È il classico, atavico bilico tra la ragione e la follia.
Tra la difesa come attacco e l’attacco a livello della difesa.
Tra il coraggio di provarci ed il rimorso per non essere stati più prudenti.
Certo però che persa per persa, quantomeno provare a giocarsela non sarebbe male.
Perché i punti valgono tutti allo stesso modo, ma quelli inattesi valgono doppio.
Partire sconfitti non vuol dire perdere.
Se può farlo il Frosinone contro il Como, se può farlo il Cagliari praticamente ovunque, perché non dovrebbe farlo il Lecce.
Il dubbio rimane, forte, come sempre.
Si può osare di più?
Senza te o con te
3 settimane di sosta.
Proprio ora che ci stavamo facendo la bocca.
Che la Serie A stava ingranando il binario giusto, che gli 0-0 sono un lontano ricordo, che l’estate sta lasciando il posto al tiepido autunno.
Adesso che il Lecce ha già iniziato il suo calvario fatto di sali e scendi, di intoppi e risalite.
Di crisi, di scoppole, di sorrisi e di pianti.
Quel Lecce che determina, in campo e fuori, l’umore dei lunedì e dei fine settimana di centinaia di migliaia di cuori pronti a battere.
Che decide se la settimana inizia col piede giusto o con quello sbagliato.
Che nel bene e nel male è il compagno di viaggio più bello, e che per un po’ dovremo abbandonare.
Cambia tutto.
Senza te o con te.




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