Nell’overtime di un film che sembrava già visto, il Lecce trova un punto che a conti fatti risulta addirittura stretto. Questo, e qualcos’altro, resta di Lecce-Bologna.
Giusto in tempo
Giusto prima di un nuovo giro di processi, di una pioggia di malumore infinito e dell’ennesima sconfitta in un avvio disastroso.
Giusto prima di una triplice fischio che sarebbe stato fin troppo duro alla luce del triplice palo, e di una partita finalmente degna di essere chiamata tale.
Giusto prima che tutto venisse, ancora, messo in discussione del tutto, rischiando di precipitare in un abisso sicuramente prematuro.
Un gol sudato, voluto, ed ottenuto dai piedi di uno dei 17enni più attesi del calcio italiano.
Un gol che è arrivato così.
Giusto in tempo.

Punto of view
Non è facile seguire questa squadra.
Non è facile capire perché, nel suo destino, debba esserci sempre e comunque la sofferenza.
Anche quando magari si potrebbe pensare a qualcosa di più semplice, perché le condizioni appaiono migliori.
Qualcuno, forse, si aspettava una stagione diversa rispetto alle precedenti, più serena e meno tesa, ma se in 117 anni di storia il quarto anno in A è sempre stato un’utopia, un motivo ci sarà.
Non è facile perché, senza la giusta prospettiva, tutto appare illogico, senza senso, assurdo.
Mentre, invece, è solo parte della stessa storia di sempre.
Questione di Punto of view.
Gira la ruota
In un inizio di stagione in cui Gerry Scotti, rispolverando il classicone di Mike Buongiorno, ha sbaragliato la concorrenza, il Lecce aveva aperto un debito con la dea bendata non di poco conto.
Non che da queste parti si sia mai abusato del fattore C, ma tra gol presi alla prima occasione, deviazioni, espulsioni ed ingenuità, il conto cominciava ad essere nettamente sbilanciato.
Con 1 traversa e 2 pali in 95 minuti, poi, iniziava a sembrare un vero e proprio accanimento.
Invece no, stavolta giustizia è fatta, anche solo per infondere un minimo di consapevolezza in più in un gruppo che sta tentando faticosamente di diventare squadra.
E quando l’episodio, finalmente, premia diventa tutto più facile.
Gira la ruota.




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