Lecce, addio a Baschirotto: cose che Càpitano

La cessione di un Capitano non è mai una scelta facile.

Dall’altro lato però, una volta dato tutto è difficile ripartire con nuovi stimoli.

Baschirotto è solo l’ultimo Capitano a lasciare il Lecce negli ultimi 3 anni in A.

Da Hjulmand a Stefezza, fino a Blin, per un motivo o per l’altro salutare il capitano è diventata una triste consuetudine.

A volte sono circostanze che non dipendono, davvero, da nessuno, ma rappresentano naturali evoluzioni di un percorso tutto sommato breve, come la carriera di un calciatore, che deve necessariamente attraversare varie tappe.

Il viaggio di Baschirotto, nel Salento, è stato intenso ed epico.

Federico, così come tutti i suoi predecessori, è partito dal basso, arrivando come terzino di serie B, come riserva delle riserve. Si è ritrovato, per intuizione di Baroni e per emergenza, a debuttare in A da centrale marcando un certo Lukaku.

È nata da lì una storia di 112 presenze e 5 reti in A, ma soprattutto di un’empatia viscerale con un popolo che non poteva non amare quel guerriero dal petto gonfio e dalla voglia potente.

Voglia di scrivere la storia, di dare tutto per il Lecce e per la sua gente.

Voglia che oggi, dopo tante battaglie, si è trasformata in desiderio di cercare stimoli altrove.

Un desiderio che però non cancella, ma anzi, dà valore a quanto è stato.

Perché salutare un Capitano non è facile.

Ma nel calcio, come nella vita, in fondo, sono cose che Càpitano.

Ciao Federico, grazie di tutto!

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