Cosa Resta, Lecce-Inter

Un terribile flashback, 4 fischi che valgono n’asu de mazze e una ricetta per ripartire
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Una sconfitta che ferma la risalita di un Lecce che, seppur contro la Capolista, non poteva pensar certo di far meglio difendendosi e basta.

Questo, e qualcos’altro, restano di Lecce-Inter.

Flashback

74 minuti di buon Lecce, ordinato, deciso, che ha rischiato il giusto pur non rendendosi mai pericoloso.

Poi una carambola strana, l’ennesimo calcio d’angolo.

Uno sguardo al tabellone, quel minuto, quasi lo stesso, troppo vicino a quello decisivo appena più di un mese fa.

Palla vagante, Mkhitaryan che raccoglie in area e batte Falcone con un fendente velenoso.

Un epilogo già scritto, una scena già, amaramente, vista.

Un terribile flashbak

Asu de mazze

Oltre a quella metereologica, fastidiosa soprattutto nel pre-partita, la pioggia più intensa caduta ieri sul Via Del Mare è quella dei fischi a Bastoni.

Una pioggia immotivata, fuori contesto, senza alcun significato all’interno di uno stadio lì per motivare la propria squadra.

Fischi di frustrazione, da parte di qualcuno che nel centrale dell’Inter dopo i fatti del derby d’Italia vede il capro espiatorio di una colpa tutto sommato non sua.

Perché simulare, seppur antisportivo, fa parte della natura tutta italiana di provare a fottere come e dove si può.

Ed il problema non è tanto in quello, quanto nel fatto che chi dispone di immagini, strumenti e mezzi adeguati non disponga come deve affinchè ciò venga sanzionato.

Ma, in mezzo ad un popolo lì per sostenere la sua squadra, quei fischi hanno stonato un po’.

Perché inutili, quantu n’asu de mazze.

Como repartir

Sabato a Como una sfida, per assurdo, ancora più ardua di quella appena archiviata.

Perché i lariani sono lanciatissimi, dopo la vittoria contro la Juventus ed un vento d’entusiasmo che li spinge verso la conquista di un posto in Europa.

E allora, come deve ripartire il Lecce?

Da quanto di buono fatto ieri, da quanto di intenso e positivo visto nelle due vittorie consecutive, nel brio di Ngom e dalla voglia di chi, fin qui, ha dato fin troppo poco alla causa.

E dalla consapevolezza che i momenti duri non sono affatto alle spalle, e che la differenza la farà la capacità di superarli con fame, testa, orgoglio.

Perché è ancora tutto da conquistare.

Ecco, Como repartir

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