Bea con l’EP d’esordio  “RADICI” si racconta: «Sono le cose che ci tengono in piedi e ci nutrono»

L’artista domenica sarà a Lecce per la presentazione del nuovo album

Esce l’8 maggio 2026 “RADICI”, l’EP d’esordio di BEA, nome d’arte di Beatrice Coltella, è una giovane artista della scena romana che intreccia R&B, soul e scrittura emotiva in una proposta intima e contemporanea. Il disco verrà presentato in anteprima assoluta il 7 maggio al Monk di Roma per Spaghetti Unplugged, con Ainé come ospite sul palco, e il 10 maggio a Lecce da Menta Studio ospite Filippo Bubbico.

Murmurè – musica fuori dal gregge è un format ideato e organizzato da Alpaca Music, con la direzione di Cristiana Francioso. Nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di ascolto e confronto tra artisti, artiste e media, portando all’attenzione della stampa progetti emergenti e indipendenti che hanno una voce riconoscibile, personale, fuori dal coro. Il format prevede un incontro tra l’artista ospite e una selezione di media partner, con una prima parte di talk/intervista e una seconda parte live in chiave acustica, pensata per raccontare il progetto in modo diretto e ravvicinato. Per la prima data leccese sono invece presenti Holo, Il Nuovo Quotidiano di Puglia, Salento News e Radio Skylab.

Abbiamo incontrato Bea prima dell’uscita del suo primo EP e delle date di presentazione dove domenica saremo media partner di questo bellissimo evento.

“RADICI” è il tuo primo EP che momento rappresenta per te questo debutto?

Il mio primo ep per me segna un momento decisivo e molto emotivo  nella mia vita. È un atto di liberazione per me, uscire finalmente con la mia musica e brani che ho sempre tenuto per me come “provini”. Per me “radici” è una sorta di rito di passaggio, a prescindere da ogni cosa so che questo primo lavoro per me significa tanto,  dare inizio a un legame piu concreto con la musica e la mia musica soprattutto, il primo capitolo di un percorso che spero di intraprendere per tsnto tempo perche senfo che auesto è la mia strada.

Il titolo è molto evocativo, cosa rappresentano per te le “radici”? 

Il termine “radici” mi affascina moltissimo. Non è cio che si vede, ma tiene in piedi nutre e ancora. Tutti hanno le proprie radici, non si puo scappare da quelle e non le hai scelte, c’è qualcosa dentro ognuno che precede tutto, puoi cambiare qualcosa ma quelle radici restano e resteranno in te per sempre, ed è una cosa molto profonda. per me le Radici sono punti di partenza, riferimenti emotivi per capire da dove veniamo e da questo poi capire come reinventarsi. Per l’EP volevo cercare un titolo vulnerabile ma allo stesso tempo forte nel suo senso, qualcosa che mi ricordasse da dove sto partendo, per questo il nome “radici” mi sembrava piu che esaustivo.

Nel progetto si intrecciano R&B, soul e scrittura cantautorale come nasce il tuo stile? 

Penso questo mix nasca da un ascolto abbastanza variegato che ho fatto nel tempo, per me l’ascolto è tutto, è la prima scuola di musica. Ho sempre ascoltato tanta musica italiana, da Lucio Battisti a Lucio Dalla a Ornella Vanoni, e sempre apprezzato con cura i loro testi, allo stesso tempo ho sempre avuto una fortissima attrazione per la musica black,soul, da Michael Jackson che mi ha cresciuta fin da piccola a D’Angelo o Eryka Badu, e poi amo ascoltare nuova musica, anche lontana dalle mie sonorita, farmi ispirare, insomma ho sempre ascoltato veramente tanta musica proprio come esercizio involontario.

I singoli “Cicatrici” e “Seguimi” hanno anticipato il disco, cosa raccontano di te e del percorso che stai facendo?

“Cicatrici” è il primo brano che ho pubblicato del progetto, forse è il brano che piu di tutti parla di me. Ci tengo parecchio ricordo di averlo scritto di getto sia musica che testo, al piano. Per me “cicatrici” racconta delle mie fragilita e di quella lotta contro gli “scheletri” del passato, ma allo stesso tempo è un atto di coraggio e di rivincita, e il fatto di averlo scelto come primo singolo mi è molto a cuore perche lo trovo un brano nudo e crudo e lo sento sulla pelle. “Seguimi” altrettanto è un brano a cui ho dedicato tanto, specialmente nella ricerca stilistica, anche “seguimi” è un brano che parla di paure, di ferite che parlano per me, di radici che scelgono come agire, e della difficolta dello stare bene con qualcuno o se vuoi con te stesso. parla del desiderio di essere scelti per quel che si è, di amare come si puo perche ogni tanto forzare la mano è sbagliato.

Che messaggio vuoi lanciare a chi ascolta il tuo EP?

Questo ep per me è molto delicato, parlo moltissimo di distanza, di perdita, intangibilita,  di tensione tra desiderio di lasciarsi andare e l’impossibiifa di farlo poi davvero. Parlo di legami che non si vedono, ma che comunque continuano a farsi sentire, forti. Io lo rivolgo a tutti coloro che hanno una sensibilita spiccata, che faticano a stare “fermi” tra paranoie, sovraccarico emotivo, ma che cercano allo stesso tempo un punto stabile, un luogo per radicarsi con calma e pace. il messaggio che voglio mandare  è che ogni tanto “radicarsi” è giusto, non è sempre sbagliato, perche crescere non vuol dire staccarsi da cio che mi ha segnata in wualche modo, a volte andare avanti  è imparare a camminare con cio che resta, senza per forza dover correre frettolosamente verso qualcosa.

A tutti i nostri ospiti a fine intervista chiediamo se c’è un posto del cuore nel Salento

Il Menta Music Lab a Lecce, dove domenica vi aspetto per la presentazione del disco in questo bellissimo posto.

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