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Puglia, è allarme carburante: lunghe code ai distributori e gasolio esaurito

La protesta degli operai ex Ilva blocca le autocisterne alla raffineria Eni di Taranto.

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Puglia, è allarme carburante: lunghe code ai distributori e gasolio esaurito

Cresce la preoccupazione tra gli automobilisti, mentre la disponibilità di benzina e diesel varia da impianto a impianto. Ancora incerti i tempi per il ritorno alla normalità.

È allarme carburante in Puglia, dove dalle prime ore del mattino si registrano code ai distributori e difficoltà nei rifornimenti. In diverse stazioni di servizio il gasolio risulta esaurito, mentre la benzina è ancora disponibile in alcuni impianti, ma non ci sono certezze sulla continuità delle scorte se i blocchi dovessero proseguire.

La situazione sta alimentando preoccupazione tra gli automobilisti, molti dei quali si stanno mettendo in fila per fare rifornimento nel timore di non trovare carburante nelle prossime ore. Una corsa alle pompe che rischia di aggravare ulteriormente le difficoltà, già legate ai problemi di approvvigionamento.

All’origine dell’emergenza ci sono le proteste dei lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto, impegnati da giorni in una mobilitazione per chiedere garanzie sul futuro occupazionale e industriale dello stabilimento siderurgico.

I presidi sulle strade statali 7 e 106 e il blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto hanno impedito alle autocisterne di circolare regolarmente, rallentando la distribuzione dei carburanti. La raffineria rappresenta infatti un nodo strategico per i rifornimenti di Puglia, Basilicata e Calabria.

Secondo quanto comunicato da Eni il 13 ottobre, oltre 50 punti vendita su circa 300 della rete interessata avevano già esaurito il carburante. Le conseguenze hanno raggiunto anche gli aeroporti pugliesi, con criticità segnalate negli approvvigionamenti di carburante per gli aeromobili.

Chi sta scioperando e quanto durerà la protesta?

La mobilitazione riguarda i lavoratori dell’ex Ilva e dell’indotto, con il coinvolgimento delle sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e Usb. Alla protesta si sono aggiunti i presidi davanti alla raffineria e i blocchi stradali che ostacolano il passaggio delle autocisterne.

Dopo lo sciopero iniziale di 24 ore, la mobilitazione è proseguita con presidi a oltranza. Il 14 ottobre i lavoratori erano ancora in strada, in attesa di risposte concrete sul futuro dello stabilimento e dell’occupazione.

Per il 15 ottobre è atteso un confronto in Regione Puglia tra le istituzioni e i rappresentanti dei lavoratori. L’esito dell’incontro potrebbe contribuire a chiarire le prospettive della protesta, ma al momento non è possibile indicare una data certa per la fine dei blocchi e il ripristino dei normali rifornimenti.

Benzina disponibile, ma per quanto la situazione sarà così?

La situazione non è uniforme in tutta la regione alcuni distributori hanno esaurito il gasolio, mentre altri continuano a erogare carburante. La disponibilità può cambiare rapidamente in base alle scorte e alla possibilità di ricevere nuove forniture.

Il timore è che, se le autocisterne continueranno a restare ferme, le difficoltà possano estendersi ad altri impianti e ad altre tipologie di carburante. Anche i servizi essenziali potrebbero risentire di una prolungata interruzione della distribuzione: nei giorni scorsi, a Taranto, è stato aperto temporaneamente un varco per consentire il passaggio di una cisterna destinata agli autobus del trasporto pubblico.

Intanto, tra file alle pompe e cartelli di prodotto esaurito, cresce l’incertezza. La priorità resta lo sblocco dei rifornimenti e una soluzione alla vertenza che consenta di tutelare il futuro dei lavoratori senza prolungare le ripercussioni su cittadini e imprese.

Le prossime ore saranno decisive per capire se il confronto istituzionale porterà a una ripresa dei flussi. Fino ad allora, la disponibilità di carburante resterà legata all’evoluzione dei presidi e alla possibilità per le autocisterne di lasciare la raffineria.

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