Peschereccio fantasma a Torre San Giovanni, nessun pericolo ma arriva la proposta: “Facciamolo diventare instagrammabile”

Il peschereccio incagliatosi nella costa di Ugento, a Torre San Giovanni, in località Pazze, non costituisce nessun pericolo per l’ambiente e per gli esseri umani. Ad accertarlo, nelle scorse ore, sono state le ispezioni della Guardia Costiera di Gallipoli (con una pattuglia terrestre coordinata dal comandante dell’Ufficio locale marittimo di Torre San Giovanni, il primo maresciallo Gianluca Spada).

A bordo del peschereccio i militari, oltre a constatare l’assenza di persone, hanno notato degli indumenti abbandonati. E scongiurata la presenza di combustibili potenzialmente pericolosi, che sarebbero stati un problema per l’incolumità delle persone e per il paesaggio, è arrivata nelle scorse ore la proposta – anche provocatoria – di una guida turistica del posto per trasformare il sito in località Pazze in “luogo instagrammabile”.

Il peschereccio incagliatosi nella costa di Ugento, a Torre San Giovanni, in località Pazze

Indirizzata agli amministratori della cittadina, la proposta nasce dalla curiosità che il peschereccio ha generato nei confronti di molti ugentini e no. Anche ieri, infatti, approfittando del tempo tutt’altro che autunnale, in tanti hanno deciso di raggiungere la località per immortalare l’imbarcazione, tra selfie individuali e foto di gruppo.

«Fossi nell’amministrazione comunale di Ugento – scrive Angelo Minennaprenderei in considerazione il fatto di far diventare il punto in cui si è misteriosamente incagliato questo enorme peschereccio a Torre San Giovanni come “luogo instagrammabile”, specie sotto queste festività imminenti”.

“Mi spiego meglio: le indagini avranno sicuramente i loro tempi e la logistica per il disincaglio di questa impressionante imbarcazione saranno sicuramente medio-lunghi quindi, perché non pensare di addobbare con luci natalizie o luminarie questa parte di località Pazze, con una cartellonistica pubblicitaria che richiami l’hashtag in voga sui social e cioè #torresangiovanniugento? Sono già numerosi gli ugentini che hanno immortalato e postato sui propri profili questa paranza, che ha magari navigato senza equipaggio per chissà quanto tempo ed ha scelto, diciamo così, di venire ad attraccare proprio nella nostra località costiera più rinomata? In un’epoca in cui l’immagine e spesso la bizzarria e l’ilarità di alcune situazioni spopolano sui social e molti post diventano virali – continua Minenna – ciò potrebbe costituire un veloce ed efficace richiamo per il nostro territorio, anche solo per fare ulteriormente visitare la nostra frazione in periodo natalizio».

E se i militari ipotizzano che il peschereccio sia stato utilizzato da alcuni migranti – sulle fiancate compare una scritta in arabo, un nome di donna non traducibile in italiano, oltre ai numeri 678 – desta curiosità anche il luogo nel quale le correnti hanno accompagnato l’imbarcazione.

«A cornice di ciò – ha aggiunto ancora Angelo Minenna – va anche detto che Pazze a mio parere è uno dei luoghi più belli ed interessanti della costa ionica del Salento, protagonista anche di leggende antiche, di testimonianze archeologiche e di romanzi moderni scritti da autori salentini che si rifanno all’aura di mistero ed alla suggestione paesaggistica che questo luogo della costa ugentina evoca: tutta la strana ed appunto misteriosa vicenda di questa imbarcazione che muta e quasi fantasma è andata ad infrangersi ed a rimanere intatta in questa porzione della nostra costa fa da ulteriore tassello a quanto ho detto in precedenza».

Foto di copertina di Roberto Maruccia

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