In un attacco che fatica a trovare continuità sotto porta, in un Lecce che cerca gol, risposte e nuove certezze, la domanda sorge spontanea: stiamo davvero dando il giusto spazio a Paco Esteban?
Lo spagnolo, classe 2006, non può essere considerato la soluzione automatica ai problemi offensivi giallorossi, né sarebbe corretto affidargli il peso di una squadra intera. Ma liquidarlo come una semplice alternativa sarebbe altrettanto prematuro. Perché i suoi numeri nel campionato Primavera, con 21 reti in 32 presenze nella scorsa stagione, raccontano un attaccante che ha già dimostrato di avere confidenza con il gol.
La Serie A è un’altra storia, ovviamente, ma proprio mentre il Lecce fatica a trasformare il lavoro offensivo in reti, forse è arrivato il momento di chiedersi se Paco possa diventare qualcosa in più di una scommessa per il futuro. Al 28 ottobre, lo spagnolo ha raccolto cinque presenze in campionato, per un totale di circa 164 minuti, senza ancora trovare il primo gol né servire assist.
Ha giocato poco più di una partita e mezza effettiva: un campione troppo ridotto per emettere sentenze definitive, in un senso o nell’altro. I dati riportano inoltre quattro conclusioni complessive, due delle quali nello specchio della porta: numeri ancora contenuti, che raccontano soprattutto un percorso in costruzione.
La sterilità offensiva non si risolve semplicemente cambiando il nome del centravanti. Sarebbe riduttivo pensarlo, una squadra deve creare occasioni, accompagnare l’azione, servire palloni giocabili e portare più uomini negli ultimi metri. Anche il miglior attaccante può diventare innocuo se resta isolato, costretto a lottare contro un’intera difesa senza adeguato sostegno.
Ma proprio nelle difficoltà bisogna avere il coraggio di esplorare alternative: se la manovra fatica a produrre pericoli e il peso del gol continua a rappresentare un problema, perché non concedere maggiore spazio a un ragazzo che ha dimostrato, almeno a livello giovanile, di possedere istinto e sensibilità realizzativa?
C’è una differenza sostanziale tra concedere qualche spezzone di partita a un giovane e inserirlo realmente nelle rotazioni offensive. Nel primo caso si tratta di un’opportunità occasionale; nel secondo, di una scelta tecnica che permette di valutare il giocatore con maggiore attendibilità. Paco ha già assaggiato il campionato, è stato utilizzato in partite impegnative e ha avuto la possibilità di confrontarsi con difese di alto livello.
In questo senso, il recente rinnovo contrattuale fino al termine della stagione 2029/30 rappresenta un segnale di fiducia della società nei confronti del ragazzo: il Lecce ha scelto di legarlo a sé nel medio-lungo periodo: ora il percorso di crescita dovrà passare anche attraverso occasioni concrete e una valutazione tecnica progressiva.

La vera sfida è trovare il giusto equilibrio tra la necessità immediata di fare punti e la capacità di valorizzare le risorse già presenti in rosa: Paco Esteban potrebbe non essere ancora pronto per sostenere da solo il peso dell’attacco giallorosso, ma potrebbe essere più pronto di quanto immaginiamo per diventare una componente importante delle rotazioni offensive. La differenza la faranno il lavoro, le occasioni e la capacità di sfruttarle.




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