4 anni di Serie A, 4 anni di settori ospiti pieni e di biglietti polverizzati in pochi minuti.
Poche altre squadre della massima serie possono vantare un tifo simile, per cui ogni trasferta, in fondo, non è poi così lontana da essere “casa”.
Sarà l’amore incondizionato per i colori, sarà l’atavica emigrazione che ha spinto i salentini in giro per l’Italia, sarà perché questa squadra in realtà è un simbolo che va ben oltre il calcio.
In 4 anni di Serie A (ed in B la situazione non era diversa), abbiamo visto sempre e solo settori ospiti stracolmi di tifo giallorosso. Ogni volta che è stato concesso, la situazione è stata questa: biglietti polverizzati in pochi secondi, posti introvabili, passione debordante.
E poco importa se la Lega di Serie A ancora litiga per gli orari della prossima giornata, e impone un Sassuolo-Lecce di domenica sera annunciandolo solo poche ore prima: i sacrifici, per il Lecce, si fanno comunque.
4 mila biglietti polverizzati, in poche ore. Il tempo di organizzarsi, e la sua gente c’è.
Ore ed ore di macchina, ma anche orgoglio e senso di appartenenza di chi nel Nord ci vive, e vede in questa squadra il legame indissolubile con la sua terra.
Una passione smodata, che in tante occasioni fa sentire la sua voce più di quella dei tifosi dei padroni di casa: con ogni probabilità sarà così a Sassuolo, come in molti altri stadi d’Italia.
Un seguito che va oltre l’importanza dell’evento in sé: per il Lecce ogni gara è importante, ed ogni tassello è utile a comporre il mosaico del traguardo finale.
Un calore infinito, che la squadra deve percepire e far suo, per provare a dare quel di più che possa portare a scrivere, ancora, nuove pagine di storia.
Senza pensare al fattore trasferta: perché, con un tifo così, Lecce ovunque giochi è casa.
