Liberati il presidio davanti al siderurgico e la viabilità interessata dalla mobilitazione sindacale. Restano, però, i disagi legati alle proteste spontanee di autotrasportatori e agricoltori.
Svolta nella vertenza ex Ilva a Taranto. Dopo giorni di tensione e blocchi stradali, i sindacati metalmeccanici hanno deciso di interrompere lo sciopero a partire dalle 23, disponendo la rimozione immediata dei presidi collegati alla mobilitazione.
La decisione è arrivata al termine dell’assemblea sindacale svoltasi a Taranto. Il blocco davanti allo stabilimento siderurgico è stato rimosso, così come quello sulla statale 106, mentre è stato liberato anche il presidio che interessava la raffineria Eni, al centro delle difficoltà nella distribuzione dei carburanti.
Si fermano i blocchi sindacali, ma l’emergenza non è finita
La conclusione dello sciopero rappresenta un primo passo verso il ripristino della normalità nella zona industriale tarantina e lungo le principali arterie interessate dalla protesta. La rimozione dei blocchi legati alla mobilitazione dei lavoratori dovrebbe consentire una graduale ripresa della circolazione nei punti coinvolti.
Restano tuttavia possibili disagi nel Sud Italia. Non si interrompono, infatti, le proteste spontanee di autotrasportatori e agricoltori, che proseguono indipendentemente dalla decisione dei sindacati metalmeccanici. La situazione della viabilità e della distribuzione dei carburanti resta quindi da monitorare.
Carburanti e trasporti, attenzione alla situazione nelle prossime ore
La fine del presidio alla raffineria Eni è un segnale importante per la filiera dei rifornimenti, ma non significa che eventuali carenze nei distributori possano essere risolte immediatamente. La ripresa delle consegne dipenderà anche dai tempi necessari per ristabilire la normale operatività e raggiungere le stazioni di servizio interessate.

Per chi deve mettersi in viaggio nelle prossime ore, soprattutto lungo i collegamenti tra Puglia, Basilicata e Campania, resta quindi prudente verificare le condizioni del traffico e la disponibilità di carburante prima della partenza.
La protesta sindacale a Taranto si avvia dunque alla conclusione, ma gli effetti delle mobilitazioni degli ultimi giorni potrebbero farsi sentire ancora sulla circolazione e sui rifornimenti. Le prossime ore saranno decisive per capire quanto rapidamente la situazione tornerà alla normalità.
I sindacati hanno deciso che, oltre al blocco sulla statale 106 davanti alla raffineria Eni, anche il presidio e blocco stradale sulla statale 7, nei pressi dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto, vada rimosso subito, senza attendere il termine dello sciopero fissato per le 23. La decisione è stata assunta dall’assemblea anche dopo la convocazione a Palazzo Chigi per il 27 ottobre.




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