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COSA RESTA 🏆 Trionfo

Cosa Resta, Lecce-Juventus

Un approccio sempre troppo timido, l'incapacità di cogliere le sfumature e una scontro diretto solo sulla carta alle porte

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Cosa Resta, Lecce-Juventus

Se l’ultima vittoria contro una big risale a 14 anni fa, un motivo ci sarà. E non è di certo nei dettaglio dell’ennesima sconfitta che si lascia dietro tante belle parole.

Questo, e qualcos’altro, resta di Lecce-Juventus.

Chi ben comincia

Ci sono scienze, studi, indagini e teorie precise sulla gestione di un approccio.

C’è chi dice che sia meglio non svelare tutto subito, chi preferisce partire all’attacco, chi negli intenti vorrebbe tanto e che si ritrova ad aver finito tutto poco dopo.

Senz’altro, però, molto dell’esito finale si decide molto nell’approccio.

Ed è forse lì che il Lecce perde già tutti i suoi match contro le big.

Nel rinunciare a sentirsi 11vs11, nel vittimismo di chi cerca il “coraggio” per chissà quale impresa, nelle gambe che crollano al primo tentennamento.

Eppure basterebbe partire, quantomeno, con la consapevolezza di essere lì per giocarsela con il coltello tra i denti.

Era successo ad Udine, ed aveva portato bene. Perché a volte il destino si scrive sin da subito.

Chi ben comincia…

Vivere a colori

Nell’opposto delle ultime 2 prove contro bianconeri, di Udine prima e di Torino poi, il Lecce deve trovare un equilibro che gli permetta di crescere.

Perché alla buona prova della Blue Energy Arena non può essere contrapposto l’orrido primo tempo di ieri.

Perché seppur nella tempesta di defezioni e dannazioni, la cosa più importante è tenere dritta la barra di un gruppo che deve essere consapevole di dover lottare in ogni partita.

Una squadra che deve crescere nell’interpretazione del momento, nell’esperienza della gestione e nell’amministrare le proprie emozioni.

Nel cogliere le occasioni di partite che, anche sul 2-0, possono essere riaperte da un episodio.

E nella consapevolezza che, oltre al bianco ed il nero, a prestazioni top o flop, le sfumature possono rappresentare un valore.

Imparare e vivere a colori.

Frosinone c*lone

La sfida ai ciociari di giovedì rappresenta molto più di quanto ci si attendeva sulla carta.

Il Frosinone di Alvini è la vera matricola terribile di questa Serie A.

Se nelle prime giornate si pensava ad un fuoco di paglia, il 4-4 di ieri contro l’Atalanta racconta di una squadra ricca di qualità nei singoli, ma anche di un gruppo che non ha intenzione di mollare mai.

Risultati importanti anche contro big come Como e Fiorentina, gioco offensivo e singoli che si esaltano nelle giocate di squadra.

Uno scontro diretto solo sulla carta, in cui il Lecce dovrà essere bravo a reggere sul piano mentale l’onda d’urto di una realtà che non ha nessuna intenzione di smettere di stupire.

Una realtà fatta di progetti, visione, e di un tecnico che conosce il valore delle proprie conquiste.

Altroché Frosinone c*ulone.

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