“Un momento così negativo si è trasformato in un momento felice grazie ad una canzone di Natale. E così mi sono detto: “Questo è l’anno giusto per produrre Christmas!” con queste parole Antonino Spadaccino ci ha raggiunto telefonicamente per raccontarci del suo nuovo progetto musicale: “Christmas”, uscito nei giorni scorsi. La magica e intensa voce di Antonino è tornata con una nuova emozionante sfida, che fonde il suo stile tipicamente soul e R&B con la tradizione sonora del natale, andando così a realizzare uno dei suoi tanti desideri musicali: realizzare un album natalizio.


Ciao Antonino, è un piacere averti su Salento News. Grazie per la tua disponibilità anche durante il periodo Natalizio. È uscito da pochi giorni il tuo nuovissimo EP “Christmas”, 7 canzoni della tradizione natalizia da te rivisitate per l’occasione. Come è nata l’idea?


Durante il primo lockdown, stavo lavorando ad un album di inediti. Come tutti gli italiani ero tappato in casa e ad un certo punto dalla mia playlist parte un brano di Natale, “Christmas (please baby come home” di Darlene Love e in quel momento, forse per la situazione pesante o per la lontananza della mia famiglia ma anche perché incidere un album natalizio era un mio grande desiderio, l’ho preso come un segnale e un momento così negativo si è trasformato in un momento felice grazie ad una canzone di Natale. E così mi sono detto: “Questo è l’anno giusto per produrre Christmas!”


È un album che fa riscoprire la magia natalizia a chi lo ascolta. Quale dei brani hai avuto più piacere ad incidere?


“In realtà ognuno dei 7 brani è sempre stato presente nelle mie playlist di Natale, e per ognuno di loro ho un bel ricordo. Da quelli più conosciuti come “All I want for Christmas” a quelli magari meno conosciuti come “I Saw Mommy Kissing Santa Claus” a cui sono molto legato e per cui ho deciso di fare una versione totalmente personale”

La copertina dell’album – Foto Ufficio Stampa


All’interno dell’EP c’è anche un duetto con l’amica di sempre Emma. Come nasce l’idea di questa collaborazione?


“Nella maniera più spontanea in assoluto. Io ed Emma ci stimiamo molto come artisti e ci sosteniamo sempre, ci vogliamo bene come persone e spesso ci confrontiamo sui nostri progetti; così quest’estate mentre il disco era in lavorazione le ho fatto ascoltare le prime demo e idee che stavano nascendo e dopo qualche giorno lei mi richiama e mi dice “Anto, quest’anno facciamo una cosa: visto che è un anno particolare e sarà un periodo abbastanza tosto per tutti, facciamoci un regalo e facciamo un regalo agli italiani, incidiamo un duetto su “Have yourself a merry little Christmas” e così è nata, dalla condivisione che per noi è la chiave di tutto”


Canti benissimo in inglese ed hai un accento a dir poco perfetto; dove hai imparato così bene l’inglese?


“(Ride, ndr) Io ho la grande fortuna di aver avuto in casa un grande ascoltatore di musica sia italiana che internazionale, mio padre, che mi ha fatto crescere bene e questo mi rende molto orgoglioso: io sono cresciuto ascoltando i grandi cantautori italiani come Battisti, Baglioni, De Andrè, e in grandi
interpreti internazionali come Marvin Gaye, James Brown ecc… in casa nostra non è mai mancata la musica per cui fin da bambino cantavo anche le canzoni inglesi a volte senza neanche sapere cosa stessi dicendo (ride, ndr). Poi crescendo ho studiato e ho viaggiato molto e questo ha fatto bene al mio studio dell’inglese. “Christmas” quindi è il risultato di una parte nostalgica, quella legata ai natali in famiglia, e di tanti anni di studio


Hai dichiarato che il tuo Natale è sempre stato tra il “soul e il Blues, passando dal gospel e l’acustico”. Vuol dire che in famiglia siete tutti un po’ artisti?


“Questo vuol dire semplicemente che in casa non è mai mancata la musica. Qualsiasi ricordo che ho del Natale è sempre un ricordo musicale, sempre una colonna sonora legata ad un ricordo particolare”


Torniamo all’album “Christmas”. Hai detto che “ti somiglia davvero e che ti fa sorridere”. Allora sei così solare anche nella vita privata?


Assolutamente si. Sono un entusiasta, sono musica allo stato puro. Ho anche io i miei momenti no, come tutti… però in generale mi piace sorridere”


Il Natale è la festa della famiglia per eccellenza. Quest’anno sarà un po’ diverso, vista l’emergenza epidemiologica in atto. Tu come lo passerai?


Sarà diverso dagli altri anni ma non per questo meno sentito o meno intenso. Non so ancora se riuscirò a scendere dalla mia famiglia perché sono molto impegnato con i giri promozionali del nuovo album. La famiglia è il bene più prezioso e in questo momento va assolutamente tutelata”


Facciamo un tuffo nel passato. Nel lontano 2005 hai vinto la quarta edizione di “Amici (di Maria De Filippi, ndr)”. Cosa ricordi di quel percorso?


È un percorso che sognavo di fare, mi proposi per 3 anni: il primo provino non fu proprio positivo, poi al secondo no arrivai alla fase finale, col terzo sono entrato nel programma e da lì ho potuto apprezzare davvero “Amici” come una scuola di vita e del talenti. La scuola di “Amici” ti insegna e ti mette a disposizione tutti gli strumenti che servono a un ragazzo per crescere e sperare di avere una carriera. È un’esperienza che mi ha cambiato la vita e per cui sono molto grato”


Quanto è diverso l’Antonino del 2020 rispetto a quello del 2005? Ci sono ben 15 anni di differenza.

“Sono passati 15 anni, io sono cresciuto e tutta la gente che ho incontrato (professionisti, giornalisti, artisti) ha influenzato la mia crescita professionale. Per dirla in parole povere: il seme è quello, ma la pianta poi è cresciuta bene grazie alla musica, grazie a tutto ciò che c’è intorno, al sacrificio e alla dedizione. Mi somiglia molto e se mi guardo allo specchio sono sempre io, lo stesso che ascoltate nei dischi, lo stesso che guardate nelle stories di Instagram … di sicuro c’è molta verità fra chi sono e chi mostro al pubblico. Questo credo sia la chiave, perché il pubblico ama e nota la verità”

Tutti i percorsi molto difficili benché gratificanti, hanno molte insidie e ci sono dei momenti anche più duri rispetto a quei pochi attimi di gratificazione massima. Se tornassi indietro di 17 anni, che consiglio daresti al te stesso?


“Ho sempre preso il mio mestiere a occhi aperti. Prima di cominciare la carriera da cantante ho avuto la grande fortuna di lavorare con mio padre in tabaccheria e quindi avere un contatto con il pubblico, un’empatia molto grande e questa è stata la mia chiave; non ho mai avuto difficoltà nell’aprirmi con le persone. Quello che direi al ragazzino che ero è semplicemente di non cambiare niente di quello che ha fatto perché c’è sempre stata verità e spontaneità in tutti i miei percorsi.
La cosa che mi ha sempre premiato è la verità in tutte le cose”.


Prima di salutarci, puoi anticiparci qualcosa sui tuoi futuri progetti oppure è ancora tutto top
secret?


Ho fermato la produzione del nuovo album di inediti per produrre Christmas, perché il disco di Natale si fa una volta nella vita ed è una coroncina sulla carriera di un artista. Io spero che l’anno nuovo ci permetta di tornare in studio in massima sicurezza… il settore dello spettacolo ha subìto danni grandissimi e a poco a poco cercheremo di tornare alla normalità. Spero di tornare presto in studio e completare la registrazione del nuovo album. Puntiamo tutto sul 2021”.

(A cura di Mario Pede e Vincenzo Casilli)

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