L’inflazione torna ad accelerare e a febbraio si attesta all’1,6%, segnando un aumento che riporta sotto pressione i bilanci delle famiglie. A incidere maggiormente, secondo le stime preliminari Istat, sono i servizi legati all’alloggio, i trasporti e i beni alimentari.

Parallelamente, si registra anche un progressivo aumento dei carburanti, con il diesel che sta crescendo giorno dopo giorno, avvicinandosi sempre più e in alcuni casi superando il prezzo della benzina.
I prezzi dei carburanti tornano a correre e a pagare il conto sono, ancora una volta, automobilisti e famiglie. A incidere sono due fattori principali: le tensioni internazionali che stanno influenzando i mercati petroliferi e il riassetto delle accise, che ha determinato un aggravio particolare sul gasolio.
Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori, il diesel risulta oggi sensibilmente più caro rispetto a quanto sarebbe coerente con le attuali quotazioni del petrolio. Il sovrapprezzo stimato è di circa 9,8 centesimi al litro, una differenza che si traduce in un impatto concreto sui bilanci degli automobilisti.
Negli ultimi giorni di febbraio e nei primi di marzo 2026, i prezzi medi in modalità self-service si sono attestati attorno a:
1,67 euro al litro per la benzina 1,732 euro al litro per il diesel
Numeri che, pur non rappresentando i picchi storici assoluti, determinano comunque un aumento sensibile della spesa annua.
Per chi utilizza un’auto a gasolio, il maggiore esborso stimato solo per i rifornimenti è pari a 94 euro in più all’anno. Una cifra che deriva esclusivamente dal differenziale tra prezzi attuali e livelli ritenuti coerenti con le dinamiche di mercato.
Il rincaro del carburante non si limita al pieno alla pompa. Oltre l’86% delle merci di largo consumo viaggia su gomma prima di arrivare nei negozi. Di conseguenza, l’aumento del diesel incide sui costi di trasporto e si riflette sui prezzi finali di molti prodotti quotidiani.
L’aggravio stimato per una famiglia, sotto forma di rincaro dei beni di largo consumo, è pari a 111,08 euro annui.
Sommando costi diretti e indiretti, l’effetto complessivo dell’aumento dei carburanti può arrivare a circa 186,64 euro in più all’anno per una famiglia o per un automobilista medio.
L’associazione dei consumatori sottolinea la necessità di garantire massima trasparenza nella formazione dei prezzi e di rafforzare i controlli per evitare eventuali fenomeni speculativi che possano amplificare ulteriormente gli aumenti.
In un contesto economico già segnato dall’incertezza, l’ennesima impennata dei carburanti rischia così di comprimere ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie e di incidere sui costi delle imprese, alimentando un effetto domino su tutta la filiera dei consumi.

“L’aumento dei carburanti fino a 6 centesimi al litro appare al momento ingiusto e per niente giustificato, se non da una mera previsione che ipotizza prossimi aumenti sui mercati internazionali”. Questo il commento delle organizzazioni di categoria dei gestori, Figisc, Faib e Fegica, di fronte ai rincari dei prezzi dei carburanti “che tutte le major petrolifere hanno comunicato ai Gestori nottetempo, imponendo loro di applicare immediatamente il nuovo listino alla pompa”.