Con “FreddissiMAlinconia”, in uscita venerdì 5 dicembre per The Orchard, ARTEFATTA apre ufficialmente il suo mondo sonoro: un alt-pop che si nutre di elettronica, hyper-pop, UK garage e derive club, dove la parola diventa materia da scomporre e ricomporre seguendo l’emozione, non la sintassi. Prodotto da Giacomo Greco (Inude), il brano attraversa sbalzi di energia, inceppi emotivi e una malinconia che diventa lucidità tagliente.

L’artista salentina si racconta a Salento News in occasione dell’uscita del suo primo singolo e del debutto live al Fuck Normality.
“FreddissiMAlinconia” è il tuo primo singolo ufficiale. Come descriveresti questo debutto e quale immaginario sonoro introduce del progetto ARTEFATTA?
È un debutto nato da un’urgenza emotiva. “FreddissiMAlinconia” introduce un immaginario in cui elettronica, parole deformate e intimità convivono. È un mondo diretto, istintivo, dove i suoni non vengono ripuliti ma lasciati nella loro forma più reale. ARTEFATTA parte da qui, da un’identità che non cerca perfezione, ma presenza, al contrario di ciò che il nome potrebbe lasciar intendere.
Quali sono gli artisti o le esperienze che hanno contribuito a modellare la tua estetica tra elettronica, club culture e melodie più intime?
La mia estetica nasce da un mix legato a linguaggi e ricerche più innovative. Le letture, i club e il lavoro di molte artiste donne mi hanno influenzata profondamente. Figure come Rosalía, Grimes, Melanie Martinez, Charli XCX e FKA Twigs mi hanno mostrato quanto la sperimentazione possa convivere con l’identità personale. Tutto questo ha definito un approccio libero e in continua evoluzione.

“FreddissiMAlinconia” porta nel titolo un’emozione forte, il freddo e la malinconia fusi in una sola parola. Qual è il sentimento centrale del brano e cosa vorresti che arrivasse a chi lo ascolta per la prima volta?
Il sentimento centrale è la sopraffazione da sé stessi: quando le emozioni arrivano tutte insieme e diventano difficili da contenere. Non è una malinconia morbida, ma uno stato lucido e intenso che mette a nudo ciò che si prova davvero. Vorrei che chi ascolta percepisse quella tensione e quel senso di “fuori fuoco”, ma comunque presente.
Sei cresciuta in Salento. Quanto ha inciso questa terra, la sua energia, le sue contraddizioni e la sua scena creativa sul tuo modo di fare musica?
Sono nata in Liguria, ma è il Salento che mi ha formata. Qui ho capito chi sono e che tipo di artista voglio diventare. È una terra in cui la creatività fa parte della quotidianità e questo ha influenzato molto il mio modo di lavorare. Lecce, in particolare, mi ha dato gli strumenti per diventare adulta e costruire un percorso concreto. Tutto questo si riflette naturalmente nella mia musica.
Il progetto ARTEFATTA debutterà dal vivo il 27 dicembre al Fuck Normality al Castello Volante di Corigliano D’otranto, uno dei festival più originali e radicali della scena elettronica pugliese. Cosa rappresenta per te salire su quel palco e cosa deve aspettarsi il pubblico dal tuo primo live?
È il momento in cui tutto ciò che ho creato diventa reale. Il Fuck Normality è il contesto ideale: libero e aperto alla sperimentazione e condividere il palco con artistə come Populous, bluemarina, mantis e Fresh Rucola sarà un vero onore. Il pubblico vedrà un live in cui coesistono estetica e forte emotività. Non cerco la perfezione: sono goffa, sbadata, e voglio permettermi di essere così. A volte mi espongo il meno possibile, altre do tutto ciò che ho, e proprio questa oscillazione racconta chi sono.