Violenza nel calcio dilettantistico, il caso Squinzano-Leverano: raffica di DASPO e una deriva che non può più essere ignorata

Ancora violenza nel calcio dilettantistico pugliese: gli scontri tra tifosi avvenuti a Squinzano, prima della partita di Promozione tra la squadra locale e il Leverano, hanno portato a una dura risposta delle autorità: sono infatti scattati 15 provvedimenti di DASPO nei confronti dei responsabili.

Quindici DASPO non sono solo un numero, sono il segno evidente che qualcosa, nel calcio dilettantistico – e forse non solo lì – si è rotto da tempo. Gli scontri tra tifosi avvenuti a Squinzano, prima della partita contro il Leverano, non sono l’ennesimo episodio isolato: sono il sintomo di una deriva che continua a ripetersi, sempre più violenta.

Tutto accade fuori dallo stadio, poco prima del fischio d’inizio: le due tifoserie entrano in contatto e la tensione esplode: pietre, petardi, bombe carta. Una scena che ha poco a che fare con il calcio e molto con la violenza organizzata.

Il bilancio è pesante: quattro feriti, alcuni in condizioni gravi. C’è chi finisce in terapia intensiva colpito da un’arma impropria, chi perde dita per l’esplosione degli ordigni.  

Le forze dell’ordine intervengono per ristabilire la calma, mentre gli artificieri bonificano l’area, segno che il pericolo non era finito nemmeno dopo gli scontri.  

La reazione arriva subito: identificazioni, indagini e una prima ondata di provvedimenti. Almeno quindici DASPO per i tifosi coinvolti, con la possibilità di ulteriori restrizioni.  

La Prefettura valuta misure ancora più drastiche: trasferte vietate, partite a porte chiuse, controlli rafforzati.: è la giusta linea della fermezza, necessaria, senza dubbio, ma anche prevedibile.

Ed è qui che la cronaca finisce e inizia il problema reale, perché non è la prima volta. E, se non cambia qualcosa, non sarà l’ultima.

Quello che è successo a Squinzano non nasce in novanta minuti, ma molto prima. Nasce in un clima dove la rivalità diventa odio, dove l’appartenenza si trasforma in contrapposizione, dove lo stadio – anche quello di Promozione – diventa uno spazio in cui sfogare tensioni che nulla hanno a che fare con lo sport.

Fa ancora più impressione che tutto questo avvenga nel calcio dilettantistico. Quello che dovrebbe essere il più vicino alla comunità, ai valori semplici, alla passione genuina.

E invece diventa il luogo dove la violenza è più difficile da controllare, meno visibile mediaticamente, ma non per questo meno grave.

L’attenzione del Comitato resta altissima anche in vista dei prossimi impegni, in particolare per la gara tra Virtus Matino e Ostuni Calcio in programma il 10 maggio. A preoccupare non è solo il valore sportivo dell’incontro, ma soprattutto il contesto in cui si inserisce.

Nella stessa giornata, infatti, è prevista anche la sfida tra Football Taviano e Squinzano Calcio: una coincidenza che rischia di trasformarsi in un serio problema di ordine pubblico. Il timore è legato alla possibile sovrapposizione dei flussi di tifosi lungo le principali vie di collegamento, in particolare tra le tifoserie di Ostuni e Squinzano, divise da una rivalità storica e particolarmente accesa.

Per evitare che gli spostamenti possano degenerare in nuovi episodi di violenza, il Comitato ha scelto la linea della prevenzione: per la gara di Matino sarà vietata la vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Brindisi, una misura mirata a ridurre al minimo il rischio di contatti tra le opposte fazioni.

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