Con “Something is changing at home”, il suo EP di debutto in uscita il 12 dicembre per Bellezza Records/Universal Music Italia, Gaia Rollo apre la porta su un mondo intimo, fatto di cambiamenti, consapevolezze e piccoli grandi passi verso l’età adulta.
Un lavoro che profuma di diario personale trasformato in musica: un racconto sincero, dove è facile riconoscersi e lasciarsi trasportare. Tre singoli Mountains, Olivia e A hanno anticipato questo percorso, segnando le tappe di una trasformazione emotiva e artistica che Gaia ha scelto di vivere senza filtri.

“Something is changing at home” è l’album d’esordio, un titolo che parla di trasformazione. Cosa rappresenta per te questo debutto discografico e quale cambiamento senti di aver messo più chiaramente dentro queste nuove canzoni?
Sicuramente il coraggio di esprimersi, e quindi di staccarsi da tutte le paure adolescenziali.
La paura di fare dei passi verso gli altri e da farsi vedere dagli altri uscire dal proprio guscio e rischiare.
Hai pubblicato tre singoli: Mountains, Olivia e A , che anticipano il progetto. In che modo questi brani raccontano la tua identità artistica c’è un filo conduttore emotivo o sonoro che li lega?
Si, sicuramente come dicevo ogni brano in realtà parte di questo processo di trasformazione il racconto è sempre lo stesso ma in momenti diversi sempre momenti in cui io acquisisco la consapevolezza di dovermi spostare di dover cambiare casa, di dovermi trasferire in un altro posto, amicizie relazioni sentimentali. Ogni canzone quindi è un incontro con un momento diverso di questo processo.

Il 6 e 7 dicembre hai portato la tua musica dal vivo all’Eremo Club di Molfetta. Che tipo di esperienza è stata, davanti al tuo pubblico?
È stato bellissimo, super emozionante ci ho messo due giorni per riprendermi. Sicuramente un conto è suonare di fronte ai tuoi amici che sono la ‘comfort zone’, un conto è conoscere anche tantissime persone nuove, ha una carica emotiva molto più forte sicuramente.
Sei già stata annunciata tra gli artisti dell’Euronics Music Festival 2026 un traguardo importante per un’artista al debutto. Come stai vivendo questa nuova esperienza e quali prospettive apre, secondo te, per il tuo percorso?
C’è un po’ d’ansia, e poi non mi creo grandi aspettative mai in generale sono molto felice per questa cosa. Devo questo traguardo al mio management, che lavora ogni giorno con me c’è una squadra molto positiva, intensa c’è un lavoro super intenso. Sicuramente è tutto molto positivo grazie a loro, al di là cosa mi porterà questa cosa rispetto a quest’altra cosa il percorso è super bello.

Sei nata e cresciuta nel Salento e hai completato gli studi al Conservatorio “Nino Rota”. In che modo il nostro territorio e il tuo percorso formativo hanno contribuito a plasmare la tua scrittura e la tua sensibilità musicale?
Sicuramente la conoscenza di tanti musicisti, perché qui in Salento ci sono solo musicisti dappertutto quindi questa è la più grande fortuna che abbiamo nel nostro territorio. Ho fatto un sacco di esperienze, ho studiato tantissimo in conservatorio, nei garage, nel locale dove facevamo la jam. Le persone che ho incontrato sono state fondamentali prima del percorso, del pezzo di carta di qualsiasi cosa.
Una domanda che ci piace fare ai nostri ospiti: qual è il tuo posto del cuore del Salento?
Porto Selvaggio.