Si conclude “Piano City Lecce” nella magia del Teatro Romano

Nella splendida cornice del Teatro Romano di Lecce si è conclusa un’altra edizione di “Piano City Lecce”

Lecce, ore 23 e 30 del 18 settembre 2022: i gradoni del Teatro Romano a pochi passi da Piazza Sant’Oronzo sono pieni di gente, trasudano il calore della pietra leccese e la bellezza del barocco che anche stasera si mescola a quella delle note del pianoforte che da tre giorni attraversano la città.
Per spiegare esattamente cos’è “Piano City“, format nato una decina d’anni fa a Berlino dall’idea dell’innovativo pianista Andreas Kern che organizzò un evento di due giorni per ‘portare la musica ovunque, tra la gente’, è sufficiente descrivere il logo, minimale ed elegante, che rappresenta il Festival.


Un insieme di elementi avvolgenti, che spiega la volontà di “far confluire nel luogo abitato il
musicista, lo strumento e il pubblico come soggetti di un’esperienza frutto della sinergia della creazione, dell’ascolto e degli spazi architettonici”
ed il suono che “dilaga e ritorna, in senso circolare, ad avvolgere i protagonisti di questo avvenimento sensoriale condiviso”.

Giovanni Caccamo
Foto Sabrina Martorana per Salento News

È stato così per questi tre giorni in cui l’armonia dei pianoforti è diventata una simbiosi con i luoghi incantevoli ma anche insoliti che li hanno ospitati e con il pubblico che gremiva ogni evento, e lo è stato in questa notte conclusiva che ha regalato a questa prima edizione di “Piano City Lecce” il concerto di Giovanni Caccamo, ciliegina sulla torta di un successo annunciato. Nella splendida cornice del Teatro Romano illuminata con un suggestivo gioco di luci ha aperto la serata il pianista e compositore Alessio Nelli per lasciare spazio poi al cantautore siciliano che ha eseguito alcuni brani o meglio ci ha portato dentro ad alcune ‘stanze’, come ama definirle in lui, che compongono il suo ultimo lavoro in cui si chiede se stiamo perdendo il senso e l’importanza dell’umanità della parola, oggi che la comunicazione è sempre più mediatica.


L’incipit è un discorso Andrea Camilleri: “Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre.” che ha introdotto “Le parole hanno un peso” interpretata in punta di piedi, con il pubblico che tratteneva il fiato sospeso in una dimensione quasi eterea prosegundo con “Aurora” ispirata a un testo di Franco Battiato,
“Il cambiamento” e l’emozionante “Prede e predatori”, nata dall’incontro con Liliana Segre.
Caccamo ha poi aperto la parentesi Sanremo cantando “Adesso e qui (Nostalgico presente)” che ha scritto per Malika Ayane nel 2015 e “Ritornerò da te”, brano con cui in quella stessa edizione ha vinto nella sezione Nuove Proposte.
Non poteva mancare “Via da qui”, portata sul palco dell’Ariston l’anno successivo insieme a Deborah Iurato e scritta da Giuliano Sangiorgi.
C’è stato anche spazio all’immancabile omaggio al maestro Franco Battiato (“La stagione dell’amore” e “La cura”), concludendo il concerto con “Silent song” il brano che recentemente ha scritto per Elisa.
Applausi meritati.
Giovanni Caccamo ha ringraziato tutta la squadra di “Piano City” con con eccellente sinergia ha permesso la realizzazione di questa importante kermesse, fiore all’occhiello per il Salento tutto e, ovviamente ha speso belle parole per Andrea Mariano, tastierista dei Negramaro, direttore artistico del Festival.
L’appuntamento è alla prossima edizione in cui, siamo certi, l’alchimia di note e arte diventerà sempre più emozionante e Lecce sarà ancora la capitale della musica suonata nei suoi angoli barocchi più belli.

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