Random si racconta: «La musica è uno sfogo, un mezzo per lanciare un messaggio»

L’artista è uscito con il nuovo singolo, “Fino alla Luna”, disponibile da venerdì 15 maggio

Dopo aver conquistato milioni di ascolti e importanti certificazioni, Random torna con un nuovo capitolo musicale, da venerdì 15 maggio è disponibile “Fino alla Luna” (prod. Adam11). Un brano intenso e personale che racconta il bisogno di restare legati alle emozioni vere in un mondo sempre più veloce e caotico.

Random continua a distinguersi per la sua capacità di trasformare fragilità, esperienze e riflessioni in musica autentica, arrivando dritto al cuore del pubblico. In questa intervista ci racconta il significato del nuovo singolo, il suo percorso artistico e ciò che oggi sente davvero importante trasmettere attraverso le sue canzoni.

Cosa rappresenta per te il nuovo singolo “Fino alla Luna”?

Per me rappresenta tanto. È una canzone a cui sono molto legato, che ho cercato tanto dentro di me. Parla del non perdersi nella massa, del cercare di rimanere sempre collegati alle cose vere, anche nel caos folle di questo mondo.

Nel tuo percorso musicale hai sempre alternato energia e fragilità. Quanto è importante per te raccontarti in modo autentico attraverso la musica?

Per me è il motivo principale per cui faccio musica. La musica è uno sfogo, ma soprattutto è un mezzo per lanciare un messaggio. Cerco di trasformare le mie esperienze in qualcosa che possa aiutare gli altri, un messaggio di salvezza e di verità.

Dopo successi come “Chiasso” e “Sono un bravo ragazzo un po’ fuori di testa”, senti di essere cambiato artisticamente rispetto agli inizi?

Sì, mi sento cambiato artisticamente, ma allo stesso tempo mi sento sempre me stesso. È cambiato il mio modo di vedere tante cose, però il concetto con cui faccio musica è rimasto lo stesso: essere sincero in quello che racconto.

Hai vissuto esperienze importanti come Sanremo e Amici Speciali cosa ti hanno lasciato dal punto di vista umano e musicale?

Mi hanno lasciato tantissimo a livello emotivo e sono molto grato per quelle esperienze. Soprattutto mi hanno aiutato a capire davvero com’è il mondo della musica, che da fuori spesso sembra tutto rose e fiori, ma in realtà è molto più complesso.

Che rapporto hai con la tua generazione e cosa senti di voler trasmettere?

Con la mia generazione ho un rapporto normalissimo, perché sono un ragazzo come gli altri. Però oggi vedo tanti ragazzi che hanno paura di sognare per la paura di fallire. E questa paura porta spesso ad accontentarsi. Io vorrei trasmettere il contrario: è difficile lottare ogni giorno per ciò che si vuole davvero, ma arrendersi non porterà mai a niente.

A tutti i nostri ospiti a fine intervista chiediamo: c’è un posto del cuore nel Salento?

Sinceramente ancora no, ma spero di trovarlo presto.

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