C’è un momento, in una stagione, in cui una storia trova il suo punto di svolta. Per Santiago Pierotti quel momento è arrivato con una rete — tanto attesa, quasi sofferta — e con le lacrime che sono seguite.
Lacrime vere, di chi sa quanto è costata quella gioia e quanto lunghi siano stati i momenti difficili.
Santiagi Pierotti, ha avuto la forza di attendere il momento giusto, anche quando le critiche sono state dure e copiose.
Non per l’impegno — quello nessuno glielo ha mai contestato, sarebbe ingiusto — ma perché a un attaccante, prima o poi, si chiede un gol.

E quando il gol non arriva, la critica si fa sentire, il peso cresce, e quella maledetta scimmia sulle spalle non vuole saperne di andarsene.
Ma la svolta arriva spesso al momento giusto.
Con un fondamentale — lo stacco aereo, il colpo di testa, quell’arma che già la scorsa stagione gli aveva regalato soddisfazioni concrete — e con il tempismo che solo chi ha aspettato a lungo sa trovare.
Una rete che vale doppio: per i punti che porta, e per quello che toglie.
Toglie il dubbio, toglie l’ansia, toglie quella sensazione di incompiutezza che aleggiava intorno a lui sotto porta.
Chi lo conosce sa che Santiago non è un giocatore da highlight. È un giocatore da squadra, nel senso più pieno e nobile del termine.
Generoso a tutto campo, pronto a sacrificarsi in ogni fase, capace di fare il lavoro sporco che non finisce mai nei riassunti delle partite ma che i compagni sentono eccome. Forse indigesto ai puristi, a chi vorrebbe l’attaccante sempre in area avversara ad aspettare il pallone.
Ma in una squadra come il Lecce, dove prima di fare gol bisogna sempre fare attenzione a non prenderli, un giocatore come Pierotti non è un lusso — è una necessità.
Una rete e delle lacrime, per scrollarsi di dosso quel macigno per tornare a giocare libero, leggero, come sa fare quando la testa non è ingombra di pensieri.
Il Lecce che cresce passa anche da qui: da un giocatore che ritrova sé stesso nel momento in cui la squadra ne ha più bisogno.
Le lacrime di Santiago Pierotti sono un premio alla sua capacità di attendere il suo momento. E se lo meritava, da tempo.