Ormai sono settimane che lo ripetiamo: Omri Gandelman è uno di quei giocatori che possono fare la differenza proprio dove il Lecce ne ha più bisogno. Non è un acquisto da copertina, ma uno di sostanza, di quelli che si fanno notare partita dopo partita.
Un gol, una traversa e tanta corsa: gli stessi chilometri di Ramadani, ma con una presenza offensiva che, in questo momento, pesa parecchio. Gandelman è un centrocampista box to box vero, uno che a Lecce non si vedeva dai tempi di Tabanelli. E viene quasi spontaneo sperare che dal “Taba” abbia preso anche la capacità di segnare solo gol pesanti.

I numeri, anche se ancora parziali, raccontano già qualcosa. Dal suo arrivo a gennaio ha messo insieme 6 presenze e 1 gol in Serie A, entrando subito nelle rotazioni e trovando spazio sia da titolare che a gara in corso.
Prima del trasferimento aveva chiuso la prima parte di stagione al Gent con 7 gol in 18 partite di campionato, confermando una chiara attitudine all’inserimento. In totale, con il club belga, ha collezionato 83 presenze e 23 reti in campionato: numeri da attaccante aggiunto più che da semplice centrocampista.
Non ha ancora uno spunto particolare, non è il giocatore che accende la giocata con una fiammata improvvisa. Però ha una qualità che, in questa squadra, si sta rivelando preziosa: riesce a calamitare qualsiasi pallone aereo che passi dalla trequarti. Non a caso, con i suoi 188 centimetri, il gioco di testa è una delle sue armi principali.
Di testa domina, mentre a terra è ancora alla ricerca del passo giusto e dei ritmi della Serie A. Nel frattempo, però, mette ordine in una zona del campo rimasta troppo a lungo senza un riferimento, soprattutto dopo l’assenza di Berisha. Per fortuna, ancora per poco.
I margini di crescita ci sono e si vedono. E se le premesse sono queste, la rampa di lancio è già pronta.