Pura magia. Non c’è definizione più adatta per raccontare L’ultima pizzica, lo spettacolo andato in scena ieri al Teatro Apollo di Lecce, prodotto dalla compagnia teatrale Ghèfiura di Squinzano, con la partecipazione straordinaria di Antonio Castrignanò e la regia intensa e raffinata di Alessandro Garofalo.
Uno spettacolo che non si limita a raccontare il Salento, ma lo fa rivivere, catapultando il pubblico in un tempo antico fatto di tradizioni, rituali, storie sussurrate e tramandate come un bene prezioso. Teatro, musica e cinema si fondono in un linguaggio contemporaneo e potentissimo: l’apertura con il cortometraggio è una soglia emotiva, un invito ad attraversare una storia corale che, pochi istanti dopo, prende corpo dal vivo sul palcoscenico.

Protagonista invisibile ma pulsante è lei, la pizzica. Non solo ritmo, non solo danza: qui diventa rifugio, salvezza, cura. È il battito ancestrale che aiuta il giovane Pino a “coprire il rumore dei pensieri”, trasformandosi in un insegnamento da custodire e consegnare al nipote Francesco. La musica non accompagna la scena: la guida, la attraversa, la guarisce. È memoria viva, è passaggio di testimone, è identità che resiste.
Gli attori sono bravissimi, intensi, credibili, capaci di tenere il pubblico sospeso tra emozione e silenzio. Ogni gesto, ogni parola, ogni sguardo contribuisce a costruire un Salento arcaico e profondamente umano, dove il dolore e l’amore trovano voce nello stesso ritmo.
A tessere i fili del racconto sono Nina e Angelo, figure simboliche dell’incontro tra Nord e Sud, mondi apparentemente lontani che qui riescono finalmente a parlarsi. “Allu focu d’amore” diventa la metafora più potente dello spettacolo: un fuoco che scalda, unisce, riconcilia persone, luoghi e radici.
L’ultima pizzica è più di uno spettacolo teatrale: è un’esperienza sensoriale ed emotiva, un rito collettivo che lascia addosso il profumo della terra, il suono dei tamburelli e la sensazione rara di aver assistito a qualcosa di autentico.
A rendere lo spettacolo ancora più speciale è stato il debutto di Antonio Castrignanò come attore, una sorpresa accolta con grande calore dal pubblico. Abituati a riconoscerlo come una delle voci più autentiche e potenti della pizzica salentina, lo si scopre qui in una veste nuova, intensa e credibile. Un esordio super promosso, capace di stare pienamente al passo con la forza emotiva della scena e di arricchire ulteriormente il racconto, confermando come la sua presenza non sia solo musicale, ma profondamente teatrale.
Prossimi appuntamenti il 20 febbraio al Teatro Cavallino Bianco di Galatina e il 1 marzo al Teatro Impero di Brindisi.