Dieci anni di ricerca, valorizzazione e riscoperta della memoria cittadina. Il Museo Ebraico di Lecce ha celebrato il suo decimo anniversario con una conferenza pubblica nella sede di via Umberto I, tracciando un bilancio importante delle attività svolte dal 2016 a oggi e guardando già ai prossimi progetti culturali e istituzionali.

Nato nel cuore dell’antica Giudecca medievale, il Museo è diventato in pochi anni un punto di riferimento nazionale e internazionale per la valorizzazione della storia ebraica nel Salento. Un luogo rimasto per lungo tempo nascosto e inutilizzato che, grazie a studi storici, ricerche archeologiche e lavori di recupero, è stato restituito alla città trasformandosi in uno spazio culturale vivo e dinamico.
A raccontare il percorso del Museo è stato Michelangelo Mazzotta, cofondatore insieme a Francesco De Giorgi, sottolineando come il progetto sia nato dalla volontà di riportare alla luce una parte dimenticata della storia leccese e restituire alla comunità un patrimonio identitario di grande valore.

I numeri confermano la crescita della struttura: oltre 180mila visitatori in dieci anni, più di 200 eventi culturali organizzati, decine di scuole ospitate ogni anno e numerose collaborazioni artistiche e scientifiche nazionali e internazionali. Un’attività intensa che ha coinvolto anche mostre, workshop, percorsi didattici, installazioni multimediali e iniziative dedicate alla Giornata della Memoria.
Nel corso dell’incontro, il direttore del Museo Fabrizio Lelli ha evidenziato il ruolo del Museo come spazio di dialogo e integrazione culturale, capace di trasformare anche momenti difficili, come il periodo della pandemia, in nuove opportunità di diffusione culturale.
Importanti anche gli interventi istituzionali. Gli assessori del Comune di Lecce Giancarlo Capoccia e Andrea Guido hanno ribadito il valore del Museo come luogo simbolico per la città, mentre il presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra enti per rafforzare ulteriormente il progetto culturale.
Tra gli annunci più significativi della giornata, il conferimento della cittadinanza onoraria della città di Lecce a Claudio Fano, sopravvissuto alla deportazione del Ghetto di Roma del 1943 e da anni vicino al Museo Ebraico di Lecce attraverso incontri e testimonianze rivolte agli studenti. La cerimonia si terrà il prossimo 21 maggio durante il Consiglio comunale.

Le celebrazioni per il decennale continueranno anche il 24 maggio in occasione di Cortili Aperti, con workshop sulla lavorazione della pietra leccese, visite guidate, degustazioni di vini Kasher e musica dal vivo.
Dopo dieci anni di attività, il Museo Ebraico di Lecce si conferma così non soltanto custode della memoria, ma anche spazio culturale capace di unire passato e futuro, identità locale e apertura internazionale.