Non solo carburanti l’aumento dei costi energetici e delle materie prime rischia di far crescere anche il prezzo di pane e pasta, due alimenti fondamentali sulle tavole degli italiani. Le tensioni internazionali e l’instabilità dei mercati stanno infatti provocando una nuova ondata di rincari che potrebbe incidere direttamente sulla spesa quotidiana delle famiglie.

Gli automobilisti continuano a fare i conti con il caro pieno. Il diesel, già in forte crescita, resta l’osservato speciale delle prossime settimane.
Si tratta di una nuova stangata per chi si sposta ogni giorno i prezzi di benzina e diesel stanno registrando un aumento significativo in tutta Italia, con rincari che in alcune città arrivano fino al 6% nelle ultime settimane. Un aumento legato principalmente alle tensioni e al conflitto in Medio Oriente, che stanno influenzando i mercati energetici globali.

Alla base dei rincari c’è soprattutto il prezzo del petrolio, la materia prima da cui derivano i carburanti. Quando il costo del greggio cresce sui mercati internazionali, inevitabilmente aumenta anche il prezzo alla pompa. In questi giorni le tensioni geopolitiche hanno fatto salire il valore del petrolio e creato timori sulla disponibilità delle forniture energetiche.
In Italia il carburante che sta aumentando di più è il diesel, che in alcuni casi ha registrato rincari quasi doppi rispetto alla benzina. Questo accade perché una parte del gasolio arriva già raffinata dai Paesi del Golfo e quindi risente in modo più immediato delle tensioni nell’area.
In diverse zone del Paese, inoltre, si segnalano rifornimenti con prezzi molto più alti della media, alimentando il sospetto di possibili speculazioni sul mercato dei carburanti. Proprio per questo le autorità stanno monitorando la situazione per evitare rincari ingiustificati.
Ma l’impatto della guerra non riguarda solo i carburanti. Si accende infatti anche l’allarme sui beni alimentari, con il rischio di forti aumenti sul pane. Secondo alcune stime, i rincari potrebbero arrivare fino al +45%, spinti dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime.

Nell’attuale scenario internazionale, il timore dei panificatori è che il prezzo di una pagnotta possa superare soglie critiche per molte famiglie italiane. Se da una parte il prezzo del grano dipende dall’andamento dei mercati globali, dall’altra pesa soprattutto il costo della trasformazione, ovvero energia e lavoro, che oggi rappresenta oltre il 60% del prezzo finale del pane.
Proprio l’aumento dei costi dell’energia utilizzata per forni, trasporti e produzione rischia quindi di incidere sempre di più sul prezzo dei prodotti da forno, creando una nuova catena di rincari che potrebbe pesare sul bilancio quotidiano delle famiglie.