La cucina italiana è patrimonio Unesco: un premio a ciò che ci rende Italia

Quella italiana è la prima ed unica cucina al mondo a ricevere questo riconoscimento

Ieri a Nuova Delhi si terrà il comitato intergovernativo dell’UNESCO ha riconosciuto, all’unanimità, la cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità.

Un premio concesso, per la prima volta, ad una Nazione intera, in rappresentanza di un’eccellenza che va al di là della tavola e del buon gusto.

Il valore di un rito

Il riconoscimento ha suscitato gaudio in tutto il mondo dell’alta cucina italiana, con chef del calibro di Carlo Cracco, Massimo Bottura  e Alessandro Borghese che hanno commentato la notizia con l’entusiasmo di chi vede il compimento di un percorso che nasce da ogni cucina d’Italia.

Al di là della “chimica dei piatti”, infatti, ciò che rende davvero unico il “fare da mangiare” italiano è la sacra ritualità che riguarda ogni preparazione.

Dai prodotti freschi, legati all’agricoltura, ai metodi di conservazione, fino ad arrivare a i tipici piatti di pasta che, più che di buon cibo, sanno di famiglia.

Un riconoscimento che arriva in un periodo come quello natalizio, ricco di ricette e tradizioni che, in Salento e nell’Italia tutta, scrivono i passaggi di questo tempo quanto lo fanno le ricorrenze religiose.

Dal mare alla montagna, al valore della terra e dei suoi frutti, a vincere è l’idea di un paese che ha avuto la capacità di conquistare il mondo per l’arte e per la sua ecletticità, a cominciare da quella in cucina.

L’oro del Salento

Il riconoscimento ad una tradizione che, in Italia si identifica con la parola famiglia: un posto a tavola significa convivialità, affetto e calore che solo il buon cibo sa dare.

Nel Salento, poi, ogni preparazione è un rito che coinvolge tutti: dalla raccolta delle olive, per la produzione dell’olio, fino alla salsa di pomodoro, vero must estivo di ogni famiglia, alle pittule nel periodo di Natale.

L’arte del cibo che diventa identità, veicolo di valori unici che, di generazione in generazione, continua a scrivere una storia unica nel suo genere.

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Il rischio nuove generazioni

Secondo i dati più recenti, evidenziati nel rapporto ‘La Cucina Italiana: evoluzione degli acquisti, cambiamento dei consumi e nuovi modelli di socialità è in corso un indebolimento delle abitudini culinarie tradizionali. 

Nonostante oltre metà degli italiani dichiari di cucinare spesso ricette tipiche del territorio o della famiglia, la frequenza con cui vengono preparati piatti tradizionali si sta riducendo in modo significativo”, afferma Roberta Garibaldi, presidente di Aite-Associazione Italiana Turismo Enogastronomico e autrice da nove anni del Rapporto sul turismo enogastronomico. “È quindi urgente rafforzare l’educazione alimentare e la trasmissione culturale alle nuove generazioni, perché  mettono in luce trasformazioni profonde e accelerate, che richiedono una riflessione sistemica sulle modalità con cui il patrimonio culinario viene trasmesso e praticato”. 

Un rischio amplificato dalla corsa al cibo veloce, con ricette sempre più smart e meno attente a passaggi che rappresentano il vero valore aggiunto.

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