Il salario minimo è legge in Puglia: è la prima Regione ad introdurlo ufficialmente

In Puglia il salario minimo diventa legge. La Corte Costituzionale ha respinto il ricorso presentato dal Governo Meloni contro la normativa regionale, dando il via libera definitivo all’obbligo di una retribuzione minima di nove euro l’ora negli appalti pubblici.

Con la sentenza n. 188, depositata martedì 16 dicembre, la Consulta ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale sollevate dall’esecutivo, sancendo che la legge approvata dalla Regione Puglia non è incostituzionale.

La norma, varata nella legislatura appena conclusa, introduce il salario minimo come criterio inderogabile nei contratti pubblici regionali. Nel dettaglio, la legge stabilisce che negli appalti stipulati con la Regione Puglia, le aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, le Sanitaservice, le agenzie regionali e tutti gli enti strumentali regionali debba essere garantita una retribuzione minima tabellare non inferiore a nove euro l’ora per i lavoratori impiegati dalle imprese appaltatrici.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’ex presidente della Regione Michele Emiliano, che ha definito la decisione della Consulta «una vittoria importantissima», sottolineando come la norma rappresenti uno strumento concreto per contrastare il lavoro povero e garantire condizioni salariali più giuste.

Sulla stessa linea anche il neo Presidente pugliese Antonio Decaro, che guarda già al futuro parlando di «possibili estensioni» del modello pugliese, auspicando che la misura possa diventare un riferimento anche a livello nazionale.

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