Dal Salento a Stanford, Mauro Durante porta la pizzica negli Stati Uniti tra accademia e grandi palchi

Dal cuore del Salento agli Stati Uniti, tra università d’eccellenza e prestigiosi palcoscenici internazionali. Mauro Durante, leader del Canzoniere Grecanico Salentino, è protagonista di un importante momento di riconoscimento internazionale, tra attività accademiche e tournée negli USA.

Il musicista salentino è stato infatti invitato alla Stanford University per una lecture organizzata dal Center for Spatial and Textual Analysis, dal titolo “Songs Across Centuries – Cultural Continuity in Music in the Age of AI”. Un confronto di alto livello in cui Durante ha dialogato con studiosi internazionali sul valore della tradizione musicale, sulla trasmissione culturale tra generazioni e sul ruolo della musica nell’epoca contemporanea, segnata anche dalle nuove tecnologie.

Al centro dell’incontro, l’esperienza della pizzica e delle tradizioni musicali del Salento, capaci di evolversi nel tempo senza perdere la propria identità, arrivando oggi a dialogare con contesti globali.

Parallelamente, Durante è impegnato negli Stati Uniti conil tour del Silkroad Ensemble, il collettivo fondato dal celebre violoncellista Yo-Yo Ma e oggi diretto da Rhiannon Giddens. Il progetto, intitolato“Sanctuary: the power of resonance and ritual”, esplora il potere della musica come spazio di connessione, ritualità e ricostruzione della comunità.

Il tour ha già toccato alcune tra le principali città americane, riscuotendo grande successo, e proseguirà con le ultime tappe tra Rochester, Brookville e Princeton.

Figura centrale della scena musicale contemporanea legata alla tradizione, Mauro Durante porta avanti da anni un percorso che unisce ricerca, sperimentazione e dimensione live, valorizzando le radici popolari in chiave attuale. Con il Canzoniere Grecanico Salentino, il più longevo gruppo di musica popolare pugliese, continua a promuovere nel mondo la cultura musicale del territorio, intrecciando memoria e innovazione.

Un percorso che conferma ancora una volta come la musica del Sud possa parlare un linguaggio universale, capace di attraversare confini geografici e culturali. 

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