Una delle migliori prestazioni stagionali, contro una squadra che però ha lo scudetto cucito sul petto. Orgoglio, un pizzico di amarezza e un grande spavento nel finale.
Questo, e qualcos’altro, restano di Napoli-Lecce

Tutta colpa di quel gol a freddo
Oronzo Canà, giustificando una sconfitta della sua Longobarda, rispose che era stata “tutta colpa di quel gol a freddo”.
Poco importa se a farlo, in realtà, era stata proprio la sua squadra.
È un po’ la storia di Napoli-Lecce, anche se i giallorossi dopo la gran capocciata di Siebert hanno legittimato il vantaggio con un primo tempo enorme.
Pressione a tutto campo, uscita palla pulita, Ngom magistrale ed una consapevolezza nei propri mezzi che lascia ben sperare nel futuro.
Il Lecce è in crescita, sta maturando nel periodo più importante della stagione e presto o poi arriverà anche un colpaccio in un big match.
Per ora, rimane un’impresa a metà. Tutta colpa di quel gol a freddo
Stupida Sfortuna
Il rovescio della medaglia è nel secondo gol consecutivo subito con ancora la testa negli spogliatoi ad inizio secondo tempo.
Dopo lo svarione con la Cremonese per il gol di Bonazzoli, quello del Maradona vale il pari di Hojlund che spiana la strada ad una squadra già carica di qualità ed entusiasmo.
Anche perché, se dalla panchina di Conte si alzano due alieni del calibro di De Bruyne e McTominay, non è che ci sia tanto da regalare agli avversari.
Tutto sommato il Lecce ha retto poi bene, soprattutto mentalmente, con il 2-1 di Politano che sigla un esito, purtroppo, ampiamente previsto.
Contro la Roma, però, un po’ più di attenzione al rientro dagli spogliatoi.
Facciamo che sia stata solo Stupida Sfortuna.
ScorriBanda
Nel periodo di piena maturità, quella in cui sembra finalmente diventato ciò che tutti speravano dai primi guizzi in Serie A, Pippi Banda ha deciso di aggiungere un colpo di teatro al suo repertorio.
Un episodio che ha lasciato col fiato sospeso i 50mila del Maradona, gli interpreti in campo, ed un popolo intero che nell’esterno zambiano vede ormai un simbolo.
La paternale corsa di Conte che chiama i soccorsi, il capannello attorno a lui, l’ambulanza che va via a sirene spiegate purtroppo hanno richiamato alla mente pensieri funesti del recente passato.
Fortunatamente Pippi sta bene, ed è pronto a tornare a far ammattire le difese avversarie e sussultare le nostre coronarie.
Le sue, grazie a Dio, sono a posto.
È stata solo l’ennesima ScorriBanda.