Cosa Resta, Lecce – Juventus

Un gol a freddo che ha compromesso tutto, subìto da un core ingrato, prima di un’ora o mai più da cui passa un’intera stagione

Neppure il tempo di prender posto che ogni speranza era già stata abbandonata. Poi, una gara che ha dimostrato tutto ciò che si sapeva già.

Questo, e qualcos’altro, restano di Lecce-Juventus

Il gol a freddo

La beffa, più che in quei 12 secondi, sta nelle parole di Difra nel post partita.

“Alla squadra avevo fatto vedere il loro calcio d’inizio tre volte stamattina, chiedendogli di essere pronti e difendere con cattiveria e determinazione.”

Aivoglia a prepararla, se poi in campo i risultati sono questi.

Poi però il Lecce si riprende, prova a tenere anche bene, tirando fuori l’atteggiamento giusto ed il carattere con cui proverà a salvarsi fino alla fine.

Tutto inutile, però, dopo una partenza così.

Freddati da un banale, letale, gol a freddo.

Core ingrato

Dell’intreccio di destini tra Dusan Vlahovic e il suo mentore Corvino si era parlato tanto in settimana.

Il gol era una prevedibile conseguenza.

E non per scaramanzia, ma perché il centravanti serbo ha da sempre dimostrato che se integro fisicamente è ancora uno dei migliori dell’intera serie A.

La punta che Spalletti tanto voleva, e che ora tanto si coccola per centrare l’obiettivo minimo stagionale.

Per il Lecce, il suo gol era in un destino già scritto.

Per Corvino, un colpo basso che però un po’ anche lui si aspettava.

Core ingrato

Ora, o mai più.

Recriminare non è mai servito a nulla.

Figuriamoci ora.

A 2 partite dalla fine c’è poco da dire, se non che tutto ciò che è stato finora ha condotto alle possibilità che si hanno oggi.

E cioè che il Lecce, in 36 partite, si è comunque costruito la sua bella possibilità di rimanere in Serie A.

Una possibilità che dipende da sé stesso, e da chiunque alto.

Quindi testa, cuore, tutto quello che volete.

Ma sappiatelo: se c’è un momento in cui bisogna tirar fuori tutto ciò che fin qui non si è mai visto, quello è ora.

Ora, o mai più.

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