Cosa Resta di Verona Lecce

La sconfitta di ieri è un gran giramento di spalle. Scopri perchè nel Cosa Resta di Verona Lecce.

No, non solo 0 punti in classifica. E nemmeno soltanto paura e preoccupazione per gli infortunati. Molto, molto di più. Vediamolo insieme, Cosa Resta di. Verona Lecce.

È triste Verona


Parafrasando il buon Charles Aznavour e la sua Venezia poco allegra, potremmo sottolineare la mestizia che ci assale dopo la sconfitta di ieri. Certo, dopo 6 risultati utili consecutivi (con gli scalpi di Lazio e Atalanta) uno stop ci può anche stare. Il problema è che è avvenuto proprio contro una diretta concorrente “riportata in vita” da questo risultato. Ma è un segnale, un segnale importante per la truppa di Baroni: sotto ai giallorossi nessuno ha mollato (manca un girone) e hanno tutti le carte in regola per risalire. Serve dedizione, costanza e sacrificio per rialzarsi e tornare a lottare a testa bassa. Anche dopo giornate come questa, dov’è triste Verona.

Samul Umtiti, uscito ieri per un’infortunio alla spalla


Un gran giramento di spalle


Quando piove, piove sempre sul bagnato. Ieri a Verona c’era il sole, ma sul Lecce è sceso un temporale di amarezza, paura, preoccupazione. Al di là del risultato del campo, dopo lo scampato pericolo con Blin del primo tempo, a tenere in ansia sono le condizioni di Umtiti e Gendrey, usciti entrambi acciaccati ed entrambi con lo stesso problemi alle spalle.

Uno per scontro di gioco, l’altro per un impatto in velocità contro il cartellone pubblicitario, i due francesi preoccupano e non poco per quanto erano diventati fondamentali in questo Lecce. Il tutto proprio nella settimana in cui Corvino aveva contato gli uomini a disposizione in difesa, e sembrava tutto a posto anche dopo l’infortunio di Pongracic. Ma forse tutto a posto non è. Certo, c’è ancora il mercato aperto, però… Che gran giramento di spalle.



8 +


I fan del Cosa Resta se lo ricorderanno, è lo stesso titolo che abbiamo usato prima della sosta per i Mondiali in Qatar. Curiosa analogia, è il vantaggio che il Lecce si ritrova sulla zona salvezza esattamente al giro di boa del campionato. Diciamocelo chiaramente, tutti noi avremmo firmato se ci avessero detto che il Lecce avrebbe iniziato il girone di ritorno da questo trampolino.

Però occhio, non è traguardo, è posizione privilegiata per lanciarsi più forte verso l’obiettivo, per fare uno scatto e un salto decisivo quanto serve e convincersi che si, si può fare. Non è vero che non significa nulla, anzi, significa fiducia e consapevolezza che il sacrificio ripaga sempre. E quindi, scacciata la mestizia, non ci resta che prendere atto che la fredda legge dei numeri, a volte, ci aiuta a leggere la realtà con un ottimismo di cui spesso le emozioni ci privano.

Non è tutto compiuto, ma nemmeno tutto perduto, anzi.

Un bel voto al giro di boa per questo Lecce, 8+

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