Un’edizione iconica nel suo non esserlo, per colpa di tutti ma in fondo di nessuno.
Tanta buona musica, poco spettacolo e un’onda lunga di vibes che promettono di tornare anche nell’edizione 2027.
Questo, e qualcos’altro, restano di Sanremo 2026
Far tornare i Conti

Tenere le sacre redini di un evento che è tradizione, rito e famiglia nelle case degli italiani è un compito arduo.
Carlo Conti ha gestito il fardello del suo quinto Sanremo con esperienza, maestria, e con quell’innata capacità dell’aziendalista che fa il massimo con ciò che ha.
E se nel calcio parleremmo di Cortomuso, qui ci troviamo di fronte ad un Sanremo che nell’unicità del periodo in cui è andato in onda, dell’assenza quasi totale di big passati e attuali, nella rarità di momenti top ha comunque portato a casa numeri più che dignitosi.
Con tutte queste premesse, non era certo facile far tornare i conti.
Chi fermerà la musica
La classifica finale di Sanremo è bugiarda da sempre, e continuerà a farlo anche quest’anno.
Se la cinquina finale mette d’accordo tutti, l’ordine a podio rimane una questione di gusti e di vibrazioni d’animo.
Sicuramente, nei meandri di una lista di 30 artisti ci sono canzoni che accompagneranno le nostre vite molto più di quelle attualmente più conclamate.
Da Dargen D’Amico a Fluminacci, passando da Nayt, Le Bambole di Pezza e tanti altri, il vero festival della musica nel mondo reale è appena iniziato.
E la classifica finale non rappresenterà sicuramente un limite.
D’altronde, chi fermerà la musica?
Festini bilaterali

Nell’epoca dell’onda social, l’Auditel vale quanto (se non meno) del numero di trend lanciati.
Sono lontane le vette dell’Amadeus prime, vero maestro nel cavalcare il social power insieme al fido Fiorello.
Ed allora il fardello del tam tam ricade tutto su Elettra Lamborghini, 26esima su 30, ma che ha letteralmente tenuto in piedi l’attenzione mediatica su un festival piatto e lontano dal mondo delle interazioni.
L’elettrica Elettra, tra fuorionda e battute, ha acceso i riflettori tirando dentro i colleghi nella caccia ai cialtroni della notte.
Troppo poco, però, per lasciare un’impronta duratura in un mondo parallelo che chi dirige il Festival non può più permettersi di ignorare.
Non si può pensare che a risolvere tutto siano i festini bilaterali.
Viva la mamma
Nell’espressione più alta e sublime del nazional popolare italico, il grido d’ammore più forte che si alza dal palco dei fiori non è quello della passione viscerale.
È un sentimento più dolce, puro, sincero e grato verso chi ha assunto su di sé la responsabilità di metterci al mondo, sostenendoci fino al punto in cui non siamo stati in grado di spiccare il volo.
Dal dolore di Serena Brancale fino alla gioia condivisa di Sayf e di Samuray Jay, l’amore per la mamma ha trionfato in lungo ed in largo.
In un momento in cui le certezze crollano, le orecchie captano pericoli ovunque ed il futuro appare un’utopia, una mamma rappresenta il porto sicuro in cui ritrovare la serenità necessaria per vivere.
Perché al di là di tutto, siamo pur sempre romantici italiani.
Viva la mamma
Stasera Tutto è possibile

L’unicità di questo Festival passerà alla storia anche per un passaggio di testimone in diretta mai visto prima.
Un annuncio gentile, anche generoso, da parte di un Carlo Conti che non vedeva l’ora di liberarsi da questo peso per tornare a vivere.
Un lascito importante, di musica e di spettacolo, che Stefano Di Martino dovrà raccogliere con intelligenza e spensieratezza, senza farsi schiacciare dalle aspettative.
Il talento napoletano ha dimostrato negli ultimi anni di avere qualità importanti per reggere anche i confronti più ardui.
L’onda lunga del talento partenopeo emerso negli ultimi anni sarà un humus importante su cui costruire, senza trascurare la giusta quota di varietà che il Festival deve mantenere.
Se saprà mantenere la sua quota di leggerezza, Sanremo potrà tornare davvero a ciò che Amadeus aveva portato ad essere.
Una festa, di tutto e di tutti, sciolta dal retorico retaggio della sua storia e capace di creare uno spettacolo in cui ogni generazione si possa ritrovare.
E farci pronunciare, dal nostro divano, il mantra di uno dei suoi show più iconici.
Anche a Sanremo, Stasera tutto è possibile.