Tra la distrazione per la finale di Sanremo e una Cremonese alle porte del Via Del Mare, quella con il Como finisce per essere una sconfitta troppo scontata per essere accettabile.
Questo, e qualcos’altro, resta di Como-Lecce.
AI AI cosa mi fai?
Stavolta, più di tante altre, Difra aveva predicato bene, finendo per razzolare male.
In conferenza stampa aveva proclamato attenzione, guardi alta, verso una partita che andava comunque giocata senza pensare al prossimo impegno contro la Cremonese.
Ai blocchi di partenza, però, la smentita era già evidente.
Una formazione snaturata, timida negli intenti e nelle gambe, piena di paura e per questo incapace di reggere la reazione di un Como di livello superiore.
Un peccato, perché così resta la sensazione di non averci nemmeno provato.
Difra, Ai Ai cosa mi fai?
Che fastidio
Diretta conseguenza di quanto sopra, è la certezza che questa squadra non sia in grado di prendersi mai punti dove, sulla carta, “non dovrebbe”.
Tolta l’unica eccezione (che conferma la regola) contro la Juventus, il Lecce non è mai riuscito in questa stagione a prendersi punti dove il pronostico lo dava per sconfitto.
Un peccato, perché la salvezza passa anche da questo.
Un problema, perché le altre contendenti invece le giocano tutte, dal primo all’ultimo minuto, riuscendo a strappare spesso punticini che alla fine rischiano di pesare.
Un trend da invertire, perché di partite “a colpo sicuro” non ne esistono, e tutte valgono gli stessi 3 punti.
Un’altra sconfitta, come da pronostico.
Che fastidio.

Per sempre si
Sal Da Vinci ormai indossa bene il ruolo di cantore dell’amore, soprattutto di quello scanzonato sulle note neomelodiche.
Nel pezzo sanremese celebra l’unione ultima, eterna, tra due cuori che decidono di battere insieme per il resto dei loro giorni.
Una promessa solenne, che non si piega davanti a nulla.
Che resiste, nella salute e nella malattia.
Come quella con questo Lecce.
Nelle due vittore, contro Udinese e Cagliari, come nelle due sconfitte, contro Inter e Como.
Se chiedete a chi, davvero, tifa Lecce, nulla è cambiato.
Ci credeva prima, e ci crede ora, nel bene e nel male.
Se chiedete a chi, davvero, tifa Lecce, se questa squadra si salverà la risposta sarà sempre e solo una.
Per sempre si.