Cosa Resta, Atalanta-Lecce

Nero a metà, per una sfida finita a reti bianche ed un nuovo che avanza e che lascia ben sperare

Sicuramente non tutto da buttare, ma anche segnali importanti da cogliere verso un campionato che, alla fine, è ancora agli albori. Questo, e qualcos’altro, restano di Atalanta-Lecce 4-1.

Nero a metà

Gettare il bambino e l’acqua sporca di Bergamo sarebbe ingeneroso, anche più del risultato.

Il Lecce è sceso in campo con l’attitudine giusta, e per 50 minuti ha dato la sensazione di poter provare a portare via almeno un punto da uno dei campi più difficili della serie A.

Pagare sul lungo la classe di gente come Charles De Ketelaere era quasi inevitabile, pur ringraziando un’ex che al di là degli assist si è limitato a farsi accarezzare da Falcone.

Quando la si mette sul piano della qualità, purtroppo rimane poco da fare.

Insomma, non è tutto da buttare.

Nero a metà

Foto Lega Serie A

A reti bianche

Quella di Bergamo era anche la sfida di 2 Nikola allo specchio, tra presente e passato della storia giallorossa, Krstovic e Stulic.

Quello del “passato” sembra aver mantenuto in fondo tutte le caratteristiche apprezzate a lungo in Salento, con una generosità tecnica e tattica che, alla lunga, porterà sicuramente a grandi numeri anche in nerazzurro, anche più dei 2 assist di ieri.

Il Nikola del “presente”, che ha vissuto una gara di enorme sacrificio, com’è giusto che sia, finendo per essere elogiato da Difra pur non avendo mai, praticamente, avuto la possibilità di guardare Carnesecchi con gli occhi del bomber.

Due storie allo specchio, diametralmente opposte, eppure destinate al confronto perenne in una piazza che tende sempre a dare maggior valore a ciò a chi ha dovuto lasciar andare.

Una sfida finita, almeno dal loro canto, a reti bianche.

Il nuovo che avanza

La sfida di Bergamo ha rappresentato anche la partita dei debutti dal primo minuto per tanti nuovi arrivi in casa giallorossa.

Da Siebert, ottimo per 50minuti ma poi visibilmente calato, a Kouassi e Sala, due ragazzi che hanno mostrato ottimi colpi e notevoli spiragli di potenzialità. Sottil, dal canto suo, sembra ancora lontano da una condizione che, per caratteristiche, ha bisogno di campo e minuti.

Detto di Stulic, la sensazione è che nei nuovi innesti ci sia quella qualità e freschezza che servono a rinnovare un ciclo ancorato a chi tira la carretta da tempo, anche provando a tirar fuori dai veterani qualche squillo in più.

Lo squillo di Konan N’Dri, in questo senso, strappa un sorriso per un ragazzo che, forse troppo presto, ha scottato il paragone con l’incompiuto Banda.

Tra il buono che resta, quindi, c’è senz’altro il nuovo che avanza.

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