In Puglia si va verso l’aumento dell’Irpef individuate le fasce di reddito che subiranno il rialzo della pressione fiscale, mentre resta ancora da definire l’entità precisa delle nuove aliquote. La manovra punta a recuperare circa 120 milioni di euro per far fronte alle esigenze della sanità regionale.

Settimana decisiva per la sanità pugliese e, soprattutto, per le tasche dei cittadini. La Regione si prepara infatti a intervenire sull’addizionale Irpef con un aumento delle aliquote che coinvolgerà migliaia di contribuenti, nel tentativo di coprire il pesante disavanzo del sistema sanitario regionale.
Entro il 31 maggio il governatore Antonio Decaro dovrà aver firmato tutti i provvedimenti per coprire il buco della sanità pugliese. Mentre tra dieci giorni dovrà inviare al ministero le previsioni di entrata, con tutti i dati certi. Giorni intensi di lavoro tra l’assessorato alla Salute e quello al Bilancio, per trovare le risorse e stabilire quanto e a chi aumenterà l’Irpef in Puglia.

Secondo le ipotesi sul tavolo, l’aliquota massima scatterà per i redditi superiori ai 50mila euro annui, ma gli aumenti interesseranno diverse fasce di contribuenti. Per molte famiglie pugliesi il rincaro potrebbe tradursi in una spesa aggiuntiva che andrà da circa 8 fino a oltre 100 euro al mese, a seconda del reddito.
L’obiettivo della manovra è quello di recuperare risorse per evitare ulteriori criticità nei conti della sanità regionale, già messa sotto pressione da costi crescenti, carenze strutturali e difficoltà nella gestione dei servizi. Una scelta che però rischia di pesare fortemente sul bilancio dei cittadini in un momento economicamente delicato.
Il dibattito politico resta acceso da una parte la necessità di salvaguardare il sistema sanitario pubblico, dall’altra le preoccupazioni di lavoratori e famiglie per un ulteriore aumento della pressione fiscale. Nei prossimi giorni sono attese le decisioni definitive sulle aliquote e sulle modalità di applicazione della misura.