Il 19 dicembre l’Oltretomba Jazz Club di Poggiardo (LE) ospiterà “A Due Voci”, il progetto di Lucia Filaci e Vittorio Cuculo, un incontro musicale che intreccia jazz, pop e cantautorato con sorprendente naturalezza. Reduci dalla vittoria nella categoria jazz di LAZIOsound 2025, i due artisti arrivano in Puglia insieme al loro quintetto per presentare dal vivo un disco che racconta ricerca, ascolto reciproco e un equilibrio sonoro costruito passo dopo passo.

“A Due Voci” è un disco che intreccia jazz, pop ed elementi cantautorali con grande fluidità. Com’è nato questo equilibrio sonoro così aperto?
Questo equilibrio sonoro nasce da una ricerca musicale e da uno studio costante sul nostro linguaggio, e proprio attraverso l’incontro delle nostre “due voci” siamo riusciti a trovare la chiave per far convivere diversi stili. La nostra base comune è il jazz, che è ciò che abbiamo studiato e l’ambitus musicale in cui ci riconosciamo. Allo stesso tempo, sia nei lavori precedenti che nei nostri percorsi personali, sentivamo l’esigenza di sperimentare qualcosa di più moderno, pur restando all’interno di una musicalità leggibile: a noi piace il jazz che conserva un rapporto forte con la melodia, con la forma-canzone, con quella tradizione che unisce il linguaggio più articolato del bebop alla storia dei grandi songbook americani. Da lì siamo partiti, per poi creare qualcosa di nostro ma che fosse coerente con il panorama del jazz italiano, costruendo così dei brani che ci rappresentano, che secondo noi tengono in considerazione tutto questo.

Da parte mia (Lucia) porto con me sia lo studio del canto lirico, che quello jazz e del pop con il repertorio storico dei cantautori: in questi mondi il testo è centrale. Non lo considero mai un contorno, ma il fulcro del racconto, qualcosa che la musica deve esaltare, sostenere e rendere ancora più vero.
Per quanto riguarda me (Vittorio), in questo progetto c’è stato un lavoro nuovo e molto interessante: innanzitutto trovare un dialogo con la voce, lavorando su una risposta strumentale che potesse andare melodicamente insieme al canto e con esso costruire una narrazione coerente, è stato un passaggio importante. In più, ho scelto di confrontarmi con stili per mecompletamente nuovi, e questo ha arricchito e sta arricchendo il mio percorso musicale in modo profondo.

Cosa significa per voi suonare a due voci?
Per noi suonare “a due voci” significa creare qualcosa insieme, rispettarsi e ascoltarsi profondamente. Vuol dire riconoscere la diversità dell’altro, valorizzarla, accogliere i suoi confini oppure, quando è giusto, superarli insieme. L’ascolto è la chiave di tutto: è ciò che genera la connessione, l’equilibrio e la possibilità di costruire un dialogo autentico. Suonare a due voci significa proprio questo: rispetto, ascolto reciproco e quella forma di equilibrio che ognuno dovrebbe coltivare sia con sé stesso che con l’altro.

Il disco arriva dopo i vostri percorsi solisti e dopo la vittoria nella categoria jazz di LAZIOsound 2025. Quanto ha influenzato questo riconoscimento?
La vittoria di Lazio Sound2025 ha rappresentato moltissimo per noi, perché è arrivata in un momento in cui avevamo quasi l’esigenza di capire se la nostra musica – e soprattutto il nostro gruppo – fosse davvero equilibrato come lo immaginavamo. Il nostro quintetto, formato da Giuseppe Sacchi al pianoforte, Giordano Panizza al contrabbasso e Gian Marco De Nisi alla batteria, è il cuore del progetto, e per noi era importante condividere questo passo con loro. Ricevere il premio da una giuria così esperta è stato davvero significativo: le loro osservazioni ci hanno dato una conferma preziosa rispetto al lavoro che stavamo portando avanti. È stata un’emozione, anche perché siamo arrivati a Lazio Sound solo con la voglia di suonare insieme e divertirci, senza caricarci di aspettative. Ecosì è stato. A tutto questo si sono aggiunte opportunità bellissime: il singolo che uscirà proprio con Lazio Sound e la nostra partecipazione agli eventi della settimana del Festival di Sanremo.

Il 19 dicembre sarete all’Oltretomba Jazz Club di Poggiardo. Cosa rappresenta per voi portare questo progetto in Puglia?
Io (Vittorio) sono molto legato alla Puglia perché è una terra oltre che meravigliosa, che mi ha sempre dato l’opportunità diportare la mia musica e i miei progetti discografici, e che mi ha accolto ogni volta con grande affetto. Tornarci è sempre una gioia, soprattutto all’Oltretromba Jazz Club. Ringrazio davvero gli organizzatori per questa bellissima occasione. Saremo lì con Giuseppe Sacchi al pianoforte, Giordano Panizza al contrabbasso, Gian Marco De Nisi alla batteria, Lucia Filaci alla voce e io, Vittorio Cuculo, al sax. Vi aspettiamo per farvi ascoltare il nostro progetto discografico.